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Darfur, il Sudan dichiara cessate il fuoco. Le milizie dicono no

Il presidente sudanese, Omar al-Bashir ha annunciato, a conclusione della Conferenza di Khartoum iniziata 10 giorni fa, l’immediato cessate il fuoco nel Darfur sollecitando anche il disarmo delle milizie. L’appello di Bashir è stato però respinto dal movimento di ribelli Jem (Movimento per la Giustizia e per l’Eguaglianza) che ha rivendicato «garanzie» su alcuni diritti da loro richiesti. La guerra del Darfur è iniziata proprio nel febbraio di cinque anni fa e ha provocato fino ad ora, secondo le stime internazionale, circa 200.000 morti e due milioni di sfollati.

A conclusione dell’incontro voluto dallo stesso Beshir per una risoluzione pacifica del conflitto, il presidente ha confermato l’impegno del suo paese per «una soluzione delle dispute che garantisca la fine dei conflitti». «Non possiamo – ha affermato il vice comandante del gruppo Jem, Suleiman Sandal – dare il cessate il fuoco per nulla». Il Jem, insieme al Movimento per la Liberazione del Sudan (Slm/Sla) avevano iniziato azioni di rivolta contro il governo all’inizio del febbraio 2003 e avevano sempre espresso scetticismo sull’iniziativa della Conferenza del presidente sudanese.