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Zimbabwe, 300 morti per colera. Mugabe rifiuta visita Carter e Annan

L’ambasciatore americano ad Harare, James McGee, ha fatto sapere che in Zimbabwe sono morte 294 persone per colpa dell’ultima epidemia di colera esplosa nel Paese, mentre sono stati registrati in totale 1.200 casi di infezione. "Finora ci sono state 294 vittime", ha affermato McGee in un messaggio via satellite diffuso per i giornalisti riuniti a Washington.
"La situazione sanitaria e delle acque, è a un livello gravissimo", ha detto McGee. "Ci sono 1.200 casi confermati di colera e altri 2.500 non confermati", ha spiegato McGee. Le autorità di Harare sostengono invece che l’epidemia di colera, nello scorso mese, ha provocato la morte di 90 persone.
L’ex segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, e l’ex presidente statunitense, Jimmy Carter hanno confermato la loro visita in Zimbabwe nel fine settimana, malgrado la richiesta delle autorità di Harare di rinviarla.

Annan e Carter, accompagnati dalla moglie dell’ex presidente sudafricano Nelson Mandela e difensore dei diritti dell’uomo Graça Machel, vogliono valutare la situazione umanitaria nel paese per conto del gruppo di riflessione "The Elders". "Il piano iniziale non è cambiato: gli Anziani andranno in Zimbabwe il 22 e 23 novembre e si recheranno sempre a Harare", ha detto il portavoce di questo gruppo, Katy Cronin, specificando che domani il gruppo passerà per il Sudafrica.
Da Harare accusano gli Anziani di volere portare il loro sostegno al Movimento per il cambiamento democratico (MDC), il principale partito d’opposizione che è impegnato in difficili negoziati con il regime del presidente Robert Mugabe in previsione della formazione di un governo di unione nazionale.
Secondo una fonte anonima citata dal quotidiano "The Herald", "questa visita è considerata come una missione ‘di parte’". Ma Annan ha ribadito in un comunicato che la missione è puramente umanitaria. Anche se gli Anziani hanno chiesto incontri con i dirigenti politici, non entreranno nei "negoziati politici in corso in Zimbabwe", ha detto aggiungendo che "lo scopo della nostra visita è di incontrare coloro che lavorano sul campo per valutare meglio la dimensione della crisi e vedere come migliorare gli aiuti".