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Guinea Bissau, ex partito unico vince legislative

L’ex partito unico della Guinea-Bissau, il Partito africano per l’indipendenza della Guinea e di Capo Verde (Paigc), ha ottenuto una netta vittoria alle elezioni legislative della scorsa settimana, conquistando 67 dei complessivi 100 seggi, stando ai dati parziali diffusi oggi. Erano circa 539.036 gli elettori chiamati a eleggere l’Assemblea legislativa, con la speranza di avviare riforme strutturali in uno dei Paesi più poveri del mondo. La spesa per le consultazioni, pari a oltre 6.34 milioni di euro, è stata sostenuta da Unione europea, Onu, Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale, Spagna, Angola, Brasile, Portogallo, Germania.


Il Paigc, al centro della vita politica del Paese da 35 anni, si è imposto sul Partito del rinnovamento sociale (Prs) dell’ex-presidente Kumba Yalla, rovesciato dall’esercito nel 2003, che ha ottenuto 28 seggi. Il Partito repubblicano dell’indipendenza per lo sviluppo (Prid), creato otto mesi fa da un parente dell’attuale capo di Stato, Joao Bernardo Vieira, ha ottenuto 3 seggi. Gli ultimi due seggi sono andati a due formazioni minori: Partito nazionale democratico e Alleanza democratica. Stando a quanto riferito dalla Commissione nazionale per le elezioni, l’affluenza alle urne è stata dell’82%. La Guinea-Bissau conta 1,3 milioni di abitanti e la sua principale attività commerciale è l’esportazione delle noci di acagiù in India. Il tasso di alfabetizzazione è del 37% e la speranza di vita è di meno di 46 anni. Il mese scorso, il Consiglio di sicurezza dell’Onu si è detto seriamente preoccupato per l’aumento registrato nel traffico di droga e nelle attività della criminalità organizzata; nel paese e in tutta la regione