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Zimbabwe, 3mila morti per colera in due settimane. Per Mugabe va tutto bene

Il governo dello Zimbabwe assicura che la situazione sanitaria è "sotto controllo" e rifiuta di dichiarare lo stato di emergenza a fronte del moltiplicarsi dei casi di colera denunciato dalle Nazioni Unite. Stando ai dati diffusi ieri dall’Onu, dalla fine di agosto al 25 novembre scorso si sono avuti 366 decessi e 8.887 casi di infenzione. Tuttavia, un alto funzionario della Sanità pubblica di Harare ha rivelato al quotidiano britannico The Independent che solo nelle ultime due settimane sarebbero morte oltre 3.000 persone.
"Ma anche questo dato non è veritiero perché sono molto pochi quelli che registrano il decesso dei propri cari in questi giorni", ha detto il funzionario sotto anonimato. Per il Sottosegretario alla Sanità di Harare, Edwin Muguti, "la situazione è sotto controllo". Di parere diverso invece l’Onu, che ieri, attraverso il suo Ufficio di coordinamento degli Affari umanitari, ha fatto sapere che "l’epidemia di colera è lontana dall’essere sotto controllo". Il Botswana intanto propone la chiusura delle frontiere verso lo Zimbabwe per far cadere Mugabe

Il primo caso di contagio è stato registrato a metà agosto nella regione di Chitungwiza, a sud della capitale Harare, e la diffusione dell’epidemia è favorita dalla mancanza di acqua pulita e dalle precarie condizioni della rete fognaria. L’organizzazione non governativa britannica Oxfam e le associazioni di medici dello Zimbabwe hanno chiesto al governo di dichiarare lo stato di emergenza per contrastare l’epidemia. "Non è necessario", ha risposto oggi Muguti.
BOTSWANA: CHIUDERE LE FRONTIERE PER FAR CADERE MUGABE. Fallite tutte le iniziative di mediazione, i Paesi africani dovrebbero chiudere le frontiere con lo Zimbabwe per far cadere il governo del Presidente Robert Mugabe. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri del Botswana, Phando Skelemani, in un’intervista alla Bbc.
Secondo il ministro, Mugabe non riuscirebbe a rimanere in carica più di una settimana, se venissero sospese le consegne di carburante. Skelemani ha quindi suggerito ai Paesi dell’Africa australe di imporre anche sanzioni contro Harare. Botswana e Zambia sono gli unici Paesi che hanno criticato pubblicamente Mugabe. La scorsa settimana anche il Sudafrica ha assunto posizioni più dure, decidendo di sospendere gli aiuti agricoli ad Harare fino a quanto Mugabe e il leader dell’opposizione, Morgan Tsvangirai, non avranno raggiunto un’intesa sulla composizione del nuovo governo di unità nazionale.
I due leader hanno siglato a metà settembre un accordo per condividere le responsabilità di governo, ma da allora non sono riusciti a raggiungere un compromesso sulla composizione del nuovo esecutivo.