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Nigeria: 378 morti negli scontri tra cristiani e musulmani

I ritardi nell’annuncio dei risultati di una elezione locale hanno provocato violenti scontri nella città di Jos, in Nigeria centrale. Pesantissimo il bilancio finale: un giornalista presente sul posto ha contato 381 cadaveri ammmassati in una moschea. «Mi trovavo alla moschea centrale di Jos nel pomeriggio e ho contato 378 cadaveri. Quando stavo per uscire ne hanno portati altre tre», ha detto il corrispondente senza aggiungere altri particolari. Anche Yakuba Pam, che rappresenta la comunità cristiana della città, ha fornito cifre molto preoccupanti. «Centinaia di persone sono state uccise negli ultimi due giorni… Corpi giacciono ancora per le strade. È terribile», ha detto. Gli scontri sarebbero esplosi tra una fazione cristiana e una musulmana proprio a causa delle elezioni locali che si sono tenute giovedì per la prima volta dopo 10 anni.

La Croce Rossa non è ancora in grado di fornire un bilancio delle vittime. Per bocca del suo rappresentante locale, Dan Tom, si limita a confermare che per le strade si vedono molti corpi senza vita. «Più di 10mila persone – ha detto ancora Tom – hanno dovuto lasciare le loro case e hanno cercato rifugio in chiese, moschee e caserme».

Ci sono stati disordini, atti di vandalismo, saccheggi, alcuni luoghi di culto, appartenenti sia a cristiani sia a musulmani, sono stati dati alle fiamme. L’intervento di esercito e polizia è stato violento. Molti affermano di essere stati feriti da colpi sparati dalla polizia.
Tutto è cominciato quando si sono diffuse voci che un candidato del Partito di tutti i nigeriani aveva perso nella gara col candidato del Partito democratico del popolo, al potere a livello federale. Essendo la prima una formazione tradizionalmente musulmana e la seconda soprattutto cristiana, il confronto ha assunto subito carattere interconfessionale.
Per mantenere l’ordine a Jos sono stati inviati rinforzi dell’esercito.
"Sono stato alla moschea centrale questo pomeriggio e ho contato almeno 378 morti, ma proprio mentre stavo andando via ne hanno portati altri tre", ha detto Aminu Manu, corrispondente di Radio France Internationale a Jos.
"Centinaia di persone sono morte negli ultimi due giorni, ovvero da quando gli scontri sono iniziati. E’ orribile", ha affermato un religioso cristiano, Yakumu Pam. Oggi, secondo la radio lacale Plateau, il governatore dello Stato, Jonah Jang, ha ordinato un coprifuoco di 24 ore in quattro zone della città.
A Jos convivono agricoltori cristiani e pastori musulmani; la città è stata più volte infestata dalle violenze tra le due comunità per motivi religiosi o questioni legate al possesso della terra.