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Mauritania, aumenta ricorso a tortura

Aumenta il ricorso alla tortura da parte delle forze di sicurezza della Mauritania contro i prigionieri, siano essi detenuti comuni o presunti terroristi islamici. E’ quanto denuncia oggi Amnesty International, secondo cui i militari ricorrono a elettroshock, bruciature, percosse, violenze sessuali, privazione del sonno e torture psicologiche.

Nel suo rapporto, Amnesty accusa il governo di "tortura sistematica dei prigionieri" per estorcere confessioni. "La tortura è usata contro tutte le categorie di prigionieri in Mauritania – dice il ricercatore di Amnesty per la Mauritania, Gaetan Mootoo – siano essi presunti estremisti islamici coinvolti in un golpe, oppure criminali comuni".
Il 6 agosto scorso, le forze armate hanno rovesciato il governo del Presidente Sidi Ould Sheikh Abdallahi. I rappresentanti dell istituzioni internazionali saranno a Nouakchott il 6 e 7 dicembre prossimi per discutere con Sidi e il responsabile della giunta militare al potere, generale Mohamed Ould Abdel Aziz, e cercare di arrivare a una soluzione.