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Muore presidente Guinea: colpo di stato militare

È in corso in queste ore in Guinea un colpo di stato militare. A darne notizia è la radio di stato che ha annunciato poco fa «lo scioglimento del governo, delle istituzi

Conte
oni e della Costituzione». L’annuncio è avvenuto subito dopo quello della morte del presidente della Guinea, Lansana Conté, deceduto la notte scorsa in seguito ad una lunga malattia all’età di 74 anni. Un capitano delle forze armate guineane ha letto questa mattina – a poche ore dalla morte un comunicato alla radio nazionale in cui si annuncia la dissoluzione del governo e delle istituzioni, nonchè «la sospensione della costituzione». A leggere il comunicato è stato il capitano Moussa Dadis Camara. Il provvedimento entra in vigore fin da oggi. Sono sospese «tutte le attività politiche e sindacali». «Il governo e le istituzioni repubblicane sono disciolte – ha aggiunto Camara. Al loro posto verrà »al più presto« creato un »consiglio consultivo« composto da militari e civili.

Nel comunicato vi sono anche parole molto critiche nei confronti del passato regime: »Le istituzioni repubblicane si sono messe in mostra per la loro incapacità di trovare una soluzione alla crisi« che attraversa il paese, provocando profondo malcontento tra la popolazione e imponendo un »risanamento economico« basato sulla »lotta alla corruzione«.
Nella notte il presidente dell’Assemblea Nazionale Aboubacar Somparè aveva annunciato alla televisione di stato la morte del presidente Lansana Contè, 74 anni, da tempo ammalato. Contè, un militare salito al potere con un colpo di stato, governava il paese africano da 24 anni.
A capo della nazione dell’Africa occidentale da 24 anni, Conte era salito al potere con un golpe il 3 aprile 1984 ed il suo potere era stato segnato da feroci repressioni: all’inizio del 2007 si erano svolte imponenti manifestazioni popolari ostili al regime che erano state represse con durezza, con un bilancio di almeno 186 morti e 1200 feriti. Molte volte la gestione politica del paese era stata al centro di critiche da parte di organizzazioni che avevano denunciato la corruzione e la povertà della popolazione, malgrado la ricchezza in risorse naturali del paese.