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Guinea, giunta militare annulla le concessioni per le miniere di oro

Il leader della giunta golpista al potere in Guinea, capitano Moussa Dadis Camara, ha annunciato oggi "una rinegoziazione dei contratti" nel settore minerario, ordinando la sospensione di tutte le attività estrattive nelle zona aurifere "fino a nuovo ordine".

"E’ stato bloccato il settore minerario. Ci sarà una rinegoziazione dei contratti", ha detto il capitano in occasione del suo primo discorso pubblico, tenuto davanti a circa un migliaio di rappresentanti di società civile, sindacati, opposizione politica e confessioni religiose. "Per le zone aurifere, la decisione è già stata presa: non ci saranno altre estrazioni fino a nuovo ordine", ha aggiunto.
"Sono stati i governanti che erano al fianco del Presidente (Lansana Conté, deceduto lunedì scorso dopo 24 anni al potere) che hanno saccheggiato questo paese", ha aggiunto. Nel corso dell’incontro, Camara ha quindi annunciato una dura lotta alla corruzione: "Ogni persona colpevole di distrazione di fondi sarà punita. Ogni persona che vuole distrarre beni dello Stato per il proprio profitto personale, sarà arrestata, giudicata e punita davanti al popolo".
La Guinea possiede oltre un terzo delle riserve mondiali di bauxite, di cui è primo esportatore e secondo produttore mondiale, dopo l’Australia. Il suo sottosuolo è ricco anche di oro, diamanti, ferro, nichel, e nel 2007 sono state scoperte anche riserve di uranio. Tuttavia, nonostante queste ricchezze, il Paese risulta 160esimo su 177 nell’Indice di sviluppo umano dell’Onu.