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Viaggio in Cameroun/ 11- Fufù

Scusate il ritardo. Ieri e oggi il segnale del satellite ha fatto un po’ di capricci. Oggi vi parlerò della cucina e della tavola africana. L’alimentazione è basata sui prodotti locali. L’agricoltura è ricca. I pomodori sanno di pomodori e così la frutta, ananas, papaya, avocado, arance, banana, mango e poi zenzero, limone, arachidi, pistacchi. Buonissima.


Si mangia riso accompagnato da salse a base di verdure o pesce, molto speziate. E si mangia il fufù, che è un po’ il piatto tipico di qui, presente su tutte le tavole. Sorta di papata bianca tratta dalla manioca, cucinata lentamente al fuoco di legna, e poi disfatta fino a formare queste patate, come giganti supplì, che vengono mangiate con le mani, come pane intinte nelle salse con tutte le dita (le mani si lavano in un catino pieno d’acqua a inizio e fine pranzo).
Nei villaggi non esiste la raccolta dei rifiuti. Qui gettano lungo la scarpata dietro la casa i rifiuti organici. Li ricoprono di foglie di banano secche per non sentire la puzza. Noi lo chiamiamo compost, è la stessa cosa e rende la terra fertile. I meno ordinati ci gettano anche plastica e altro, come a Napoli. Inevitabilmente l’acqua si sporca. L’unica cosa che un occidentale non deve fare quando viene in un posto come questo è bere l’acqua di sorgente. Si prendono degli attacchi di dissenteria micidiali. Allora: acqua minerale o birra, che qui costa meno dell’acqua, e che è il passatempo preferito dei camerunesi nei bar degli street market. La plastica viene bruciata. Bruciare i rifiuti è l’unico modo per “preservare” la natura. Non c’è altro modo per disfarsi dei derivati del petrolio. Le gomme, i vecchi pneumatici, li bruciano per scaldare le pietre, così e più facile romperle a mano con le mazze per trasformarle in materiale per fare le fondamenta delle case. Per fortuna i rifiuti non sono ancora molti. Non avendo soldi non ci sono tante cose da comprare (Qualcuno mi ha chiesto la mail. Eccola: riccardo.barlaam@ilsole24ore.com. Ma non riesco a leggerla da qui. Vi risponderò tra una settimana, dall’Italia. Grazie)… (segue -11)