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Viaggio in Cameroun / 12 – La sveglia

Il tempo è un altro aspetto
importante della vita africana. C’è un modo di dire  qui che esprime bene il concetto: "Qui non abbiamo orologi, ma abbiamo il tempo". Tutto è diluito come in
bicchiere d’acqua. E’ una dimensione liquida, fluida, un fiume
placido. La sveglia viene data dal gallo. Alle 6 in punto qualcuno dalle case vicine batte le mani. E’ il segnale. Il gallo si sveglia
di soprassalto e comincia a cantare. Dietro di lui, si sente l’eco degli altri galli
dei dintorni e delle colline che a loro volta gli vanno dietro. Da
quel momento comincia la giornata. Ci si può alzare.

Oppure si
può restare ancora a letto. Sempre con un grande senso di
libertà. Di solito alle 6.30 si è già tutti in
piedi. Le ore del mattino sono quelle con la temperatura migliore per
fare, lavorare, organizzare. Prima che arrivi la luce candida e
accecante del mezzogiorno. Tutta la giornata degli africani è
scandita da ritmi naturali, più lenti certo dei nostri. Ma il
tempo, anche se non si guarda l’orologio, viene seguito. I bambini
cominciano a giocare attorno alla casa. Le donne preparano la
colazione. In questi giorni di festa la colazione è simile a
un pranzo nuziale. Può durare anche due ore, dalle 8 alle 10.

La
particolarità di questa casa che mi ospita, l’unica cosa che
la rende diversa dalle altre, è che qui nell’appartamento
vicino c’è il server che assicura il collegamento a Internet,
wireless, a tutta l’area. Dietro al compound c’è una enorme
parabola che dalle 9 alle 17, ogni giorno, prende il segnale della
rete dal satellite dell’Esa, l’ente spaziale europeo. Questo è
stato reso possibile grazie a un progetto di una ong, l’Amu,
finanziato dalla Regione Lazio. Il progetto prevede che tutte le
scuole dell’area ricevano Internet. Grazie al fatto che esiste questo
collegamento, anche se in via sperimentale, da poco più di un
mese, è stato possibile  pensare di organizzare una scuola di
giornalismo, di web journalism, a Fontem, un posto così,
lontano da tutto. Internet è una finestra sempre aperta nel
mondo. Qui più che altrove. (12- segue)

 

  • Aurelio |

    Ciao Riccardo e grazie ancora!!! Saluti elettrici da Fontem

  • Riccardo Barlaam |

    buon giorno Ines.Tra un po’ potrà trovare il racconto audio del cry die, la cerimonia tradizionale bangwa per la fine del lutto su Afriradio.it.Anche Radio Vaticana ha dedicato due servizi a questa celebrazione (forse si riesce a trovare la registrazione sul sito)
    un saluto
    Riccardo

  • Ines |

    Buon giorno Riccardo,
    carina questa immagine di qualcuno che batte le mani per svegliare un gallo che poi a sua volta sveglia gli altri galli e tutti i dormienti della zona …
    tu sei un foto reporter ? pubblicherai anche immagini di questo tuo interessante viaggio?
    Ci parlerai della esperienza a questa scuola di giornalismo?
    Come si è svolta la celebrazione del “cry die” giorno 10?
    buona continuazione
    Ines

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