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Viaggio in Cameroun/ Tutti reporter – 14

Tutti reporter. Il corso di giornalismo è un corso pratico con
delle lezioni di teoria e delle esercitazioni. Il primo giorno ho
provato a fare una presentazione in power point sulla scrittura.
Scrivere è farsi capire, questo il titolo della lezione che di
solito uso nei corsi in Italia che talvolta mi chiedono
di fare per le aziende. E' un corso strutturato. Ho paura sia troppo
complicato. Ma loro mi sembrano ricettivi. Seguono con attenzione.
Sono assetati di conoscenza. 

Cominciamo alle 9 del mattino fino alle
13 e poi continuiamo dalle 14 alle 16 nella sede di Lats, Lebialem
association of twining schools, l'associazione che ha permesso di far
arrivare Internet a Fontem, accanto alla casa africana che mi ospita.
A fine giornata mi sento come svuotato. un po' perché è
stancante, Un po' anche per la lingua.
In Cameroun sono tutti bilingue. Colonia tedesca fino alla prima guerra.
Dopo la sconfitta della Germania, le colonie passarono in mano agli
inglesi e ai francesi che si divisero il territorio. Qui, a Fontem,
sono anglofoni. A Douala parlano tutti francese. In ogni caso i
camerunesi sono abituati a parlare in due lingue. I bangwa hanno
anche la loro lingua. Una lingua madre che è un dialetto in
realtà, lo parlano tra loro, ma a scuola non si studia. il
sistema scolastico è anglossassone e – mi dicono – di
eccellenza rispetto al resto del paese. Da qui sono usciti fuori
medici, magistrati, avvocati, professori, manager, politici e preti.
Insomma, parte della classe dirigente. Bizzarro confrontare la loro
preparazione e la loro attenzione con lo stato in cui versa il
villaggio, l'abbandono delle strade e delle case. L'assenza dello
Stato.
Una
cosa buffa è capitata, a mia insaputa, dopo appena due giorni
di scuola. George, il direttore della radio locale, ha approfittato
del corso per fare proseliti per la sua stazione. Il giorno prima ha
fotografato tutti i partecipanti. All'indomani si è presentato
con altrettanti tesserini plastificati, con tanto di foto, è
la scritta PRESS in bella evidenza. Decisamente questi ragazzi hanno
preso sul serio le cose che cerco di insegnargli: sono già
stati assunti – e mi sembrano molto entusiasti – come collaboratori
dalla “Voice of the people”. Hanno preso così sul serio
questo corso che mi hanno chiesto anche di preparare un diploma con
tanto di firma e timbro. Non ho avuto ancora il tempo di pensarci.
Un'altra
cosa simpatica è il catering. Il servizio è fornito da
Mami Rose che dal primo mattino, nella cucina a legna accanto alla
casa, comincia a preparare il pranzo. Un pranzo camerunese, fatto in
casa, con riso, pesce e verdure e salse. Oggi la Mami ha preparato
anche un piatto speciale per il professore, che sarei io: pasta.
Spaghetti super scotti, in bianco. Da accompagnare a una salsa di
verdure fresche e pomodoro. Neanche tanto male. A parte la cottura.
Ogni pasto costa 1000 Cfa, poco più di un euro. (14 – segue)

  • Donatella Brindisi |

    ciao richi,
    che bella esperienza, e che meraviglia trasmettono questi tuoi post, ti scrivo presto con più calma, intanto bon voyage!
    doni

  • martino ghilotti |

    Anche il mio cuoco rwandese preparava gli spaghetti completamente scotti; per lui gli spaghetti erano pronti quando l’acqua in cui bollivano si asciugava quasi completamente.Dopo un breve corso ora li prepara quasi al dente.
    Buon lavoro.
    Martino

  • Ines |

    .. e se fossi laggiù con voi anche a me piacerebbe seguire questo corso di giornalismo …
    ” scrivere è farsi capire ”
    buon lavoro!
    Ines

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