Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Viaggio in Cameroun – 16 / Gli irlandesi d’Africa

In un’ipotetica storia del costume e della civiltà
camerunese un capitolo, d’obbligo, di diritto, andrebbe dedicato alla birra. Il
motivo per cui qui il fondamentalismo islamico non potrà mai attecchire. I
camerunesi bevono sempre, sempre birra. Si potrebbero definire come “gli
irlandesi d’Africa”. Si beve direttamente dalla bottiglia, una bottiglia da
0,60 centilitri, più di mezzo litro. E sui tavolini all’aperto degli
improbabili baretti degli street market alla sera le vedi le bottiglie vuote,
file di bottiglie vuote come tanti soldatini in fila senza più forza.

I camerunesi bevono tanta birra anche perché una
bottiglia di lager costa come l’acqua minerale. Forse non a caso Guinness,
maggiore produttore di stout nella terra dei trifogli, ha deciso di impiantare
qui il suo stabilimento africano. La Guinness la trovi dappertutto, anche nei
posti più sperduti dove non esiste neanche la strada. La birra più diffusa però
è una lager, chiara, che si chiama Castel. Non è male. Solo dopo due settimane
e più di vita con gli africani mi ha un po’ stancato. A volte mi viene voglia
di un bel bicchiere di latte appena munto: qui il latte è solo in polvere, si
beve diluito nel nescafè, nel thè o, alla peggio, nell’acqua calda. Uno
straniero, un white man come me, è costretto a prendere la birra quando te la
offrono. Se non la prendi ci restano male. E’ quasi un atto di scortesia. E la birra ancora è forse il motivo per il quale i
camerunesi non sono mai magri nell’aspetto, tipo “sahel”. Di solito anzi sono
abbastanza pienotti e gaudenti. Napoletani dalla pelle nera. Sempre pronti a
ridere, a cantare o a ballare. Diversi, diversissimi, ad esempio, dai kenyani
che bevono thè a tutte le ore, come gli inglesi giustappunto. Kenyani che sono
più discreti, attentissimi all’etichetta e ai modi: non berrebbero mai una
birra direttamente dalla bottiglia, senza un bicchiere. Guinness oltre alla birra omonima produce per il
mercato africano una bibita energetica analcolica a base di malto, molto dolce,
quasi impossibile da bere per il nostro gusto. A loro piace. La bevono le donne
e i ragazzi, al posto della solita birra. Si chiama Malta, o qualche cosa del
genere. La cosa buffa è che in Cameroun anche i musulmani
bevono. Sono una minoranza ma – a quanto dicono i ben informati – si sono
adattati perfettamente alle abitudini dei cattolici, dei protestanti e persino
dei seguaci delle religioni tradizionali. Accomunati come sono dalle
inclinazioni etiliche. I musulmani però non bevono la birra. Troppo comune.
Troppo esplicita e dichiaratamente alcolica. Loro ordinano, a bassa voce, una
Cola Alagy: Una cola “truccata” fatta per una parte di gin o whisky e per altre
due parti di coca cola. L’etichetta è salva. L’abitudine nazionale pure. (16- segue)

  • fla |

    leggere quotidianamente i tuoi racconti ci porta, noi poveri cittadini del mondo cilizzato ed evoluto, a comprendere la realà che ci circonda a volte, forse, troppo confusa da media televisini ch confondono realtà e fiction.
    un abbraccio mitticooooooooo giornalista/runner ma soprattutto caro amico
    fla
    spero la troppa birra non ti abbia appensatito, altrimenti quando torni ….correre, correre ………….

  Post Precedente
Post Successivo