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Viaggio in Cameroun – 18 / Ritorno a casa

L’aeroporto
di Douala, come al mio arrivo, è pieno di gente. Gente che sta lì tutto il giorno
senza far niente. Aspetta. Spera. Guarda. Sogna. E’ incredibile: quante energie sprecate in un paese dove non
esiste lavoro.


Il mio aereo per Bruxelles parte alle 23.30. Pensavo di non
trovare tanta gente allo scalo, almeno a quest’ora. E invece no: è lo specchio
di un paese che non funziona, di una classe dirigente corrotta che non riesce
a creare nessuna opportunità economica per la gente del posto. Non sanno cosa
fare. Stanno qui. Sperando di recuperare qualche moneta caricando le valige di
qualcuno. O semplicemente stanno qui sperando in una vita diversa. Fa molto
caldo, nonostante la tarda ora. Il mio aereo è pieno come un uovo di africani
che tornano in Europa a lavorare dopo le vacanze trascorse in Cameroun. Questo
viaggio volge alla fine. Ma è l’inizio forse di un’avventura cominciata qui. Il
sito di notizie Africa Times News nato così, per scherzo, da un’idea buttata
giù così, comincia a funzionare. La rete si allarga. Ci sono i primi
giornalisti in diversi Paesi che hanno cominciato ad aggiornarlo con notizie
“fresche”. Chissà che non possa crescere davvero e diventare un’opportunità di
lavoro per molti. Sarebbe la migliore risposta a tante domande che
attraversando questo Paese sono rimaste senza una risposta. Proprio come la
gente che sta qui a bivaccare. Beh, è venuto il
momento dei congedi. Una parte che non mi viene tanto bene. Comunque, grazie a
tutti. Grazie ai lettori che mi hanno seguito dall’Italia (in questi giorni il
mio blog inaspettatamente, dato l’argomento, ha avuto un record assoluto di
visitatori). Grazie a tutti quelli che hanno permesso questo viaggio. Reso
possibile la scuola di giornalismo. Grazie a chi ha contribuito o ha realizzato
il collegamento a internet a Fontem nel cuore della foresta equatoriale. Senza
ciascuno di voi questo diario di viaggio sarebbe restato chiuso in un blocco di
carta o probabilmente non sarebbe neanche stato scritto. Solo grazie, come diceva una canzone. E poi… e poi basta. Continuiamo a
giocare con la vita nel posto dove siamo. Come meglio possiamo. Cameroun o
Italia, poco importa. Un caro
saluto. Vostro Riccardo Barlaam (18 – fine)
Ps. Da martedì blog Africa riprenderà a pubblicare solo news dal continente nero.

  • Guido da Brescia |

    A circa tre anni dal mio rientro, ho iniziato a soffrire di mal d’Africa, anche se prima non credevo potesse realmente esistere qualcosa del genere. Caro Riccardo, le tue corrispondenze mi hanno alleviato un po’ il dolore. Grazie.
    Guido

  • Fausto Leali |

    Grazie per quello che hai fatto e quello che ci hai raccontato. Per l’impegno profuso. Per la passione e la professionalità. Per la poesia. Per quello sguardo largo su un’umanità che tutti noi vorremmo diversa.
    A presto e arrivedereci in Italia.
    fausto

  • Maurizio Penso |

    Caro Riccardo ci mancherai.Ti ringrazio anche a nome di tutti quelli che ti hanno seguito, ma che magari non ti hanno scritto.A presto. Maurizio

  • Ines |

    Grazie ancora a te.
    Saluti cari
    hai fatto un buon lavoro
    Ines

  • stefania |

    grazie per averci portato un po’ in questa Fontem che vorremmo un giorno visitare davvero!
    Stefania di Firenze

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