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Sahara occidentale: anche il popolo del deserto spera in Obama

L'investitura di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti "apre una prospettiva" per il popolo del Sahara occidentale, scrive oggi l'Aps, la principale agenzia di stampa dell'Algeria, Paese sostenitore per eccellenza della causa indipendentista del popolo saharawi.

"La speranza che suscita l'ascesa del presidente Obama alla guida della prima potenza mondiale presso i movimenti indipendentisti come il popolo saharawi emana nei suoi impegni elettorali di favorire il dialogo per risolvere i conflitti nel mondo", aggiunge l'Aps nel giorno dell'insediamento di Obama alla Casa Bianca.
L'Aps ricorda che Mohamed Abdelaziz, capo del Fronte Polisario, il movimento indipendentista del Sahara occidentale, ha espresso "ottimismo" riguardo ad una soluzione del conflitto dopo l'elezione di Obama. "Abbiamo l'impressione che durante la presidenza di Barack Obama l'indipendenza del Sahara occidentale sarà alla fine riconosciuta e che questo Paese farà il suo ingresso nelle Nazioni unite", dichiarava allora, citato Ex colonia spagnola, il Sahara occidentale è rivendicato da Rabat che l'ha annesso nel 1975, mentre il Fronte Polisario ne reclama l'indipendenza, con il sostegno dell'Algeria. Il Segretario Generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon, meno di due settimane fa ha annunciato la nomina dello statunitense Christopher Ross come inviato speciale per il Sahara occidentale.
Ex ambasciatore in Siria e in Algeria, Ross succederà all'olandese Peter Van Walsum, il cui mandato è scaduto a fine agosto. Quest'ultimo era stato accusato di favorire il Marocco dopo aver dichiarato che l'indipendenza del Sahara occidentale era "irrealista".