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Zimbabwe, sciopero fame leader sudafricani. Sanità al collasso

L'arcivescovo Desmond Tutu e altre personalità sudafricane hanno aderito allo sciopero della fame proposto dall'associazione 'Save Zimbabwe Now', per favorire una soluzione allo stallo politico del Paese africano. "Abbiamo avuto in mente il Mahatma Gandhi per indire questo sciopero della fame – ha precisato l'associazione, citata oggi dal quotidiano sudafricano The Star – il digiuno è stato scelto per simboleggiare la fame e i disagi in cui vivono quotidianamente milioni di zimbabwiani".



Il Presidente della Commissione sudafricana sulle questioni di genere, Nomboniso Gasa, e il Presidente dell'Alleanza mondiale per la partecipazione dei cittadini, Kumi Naidoo, rimarranno senza cibo per 21 giorni, mentre Tutu si unirà alla protesta ogni mercoledì per tre mesi. Altri aderenti all'iniziativa hanno scelto di digiunare tre giorni alla settimana. "Lo sciopero della fame durerà tre mesi, a meno di progressi significativi e concreti nelle nostre richieste", ha aggiunto l'organizzazione. L'iniziativa sarà presentata oggi a Johannesburg da Save Zimbabwe Now, che riunisce diverse organizzazioni sudafricane. Gli ultimi colloqui tra il Presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe e l'opposizione guidata da Morgan Tsvangirai, finalizzati alla formazione di un governo di unità nazionale, si sono conclusi ieri con un nulla di fatto, nonostante le pressioni dei leader dell'Africa australe. Lo stallo politico in cui versa il Paese dalle elezioni del marzo scorso ha aggravato la grave crisi economica e sanitaria in cui versa il Paese, dove dallo scorso agosto più di 2.000 persone hanno perso la vita per un'epidemia di colera.
Sanità al collasso. Cinque milioni di dollari stanziati per pagare lo staff ospedaliero nello Zimbabwe e rimettere in sesto il sistema sanitario al collasso. Lo ha annunciato l'Unicef secondo quanto riporta il quotidiano Independent.
Molti medici e infermieri del settore pubblico sanitario si rifiutano di andare a lavorare a causa dell'inflazione alle stelle (oltre 231 milioni per cento annui) e chiedono stipendi in valuta estera. Molti ospedali sono stati costretti a chiudere per mancanza di personale, medicine e attrezzature mediche.
"Sono lieta di annunciare oggi che le Nazioni Unite forniranno 5 milioni di dollari per gli stipendi dei dipendenti del servizio sanitario" ha spiegato il direttore di Unicef Ann Veneman nel corso di una conferenza stampa ad Harare.
Veneman, che venerdì ha incontrato il presidente Robert Mugabe, è il primo leader di un'agenzia Onu a visitare lo Zimbabwe in oltre tre anni. A proposito della crisi umanitaria innescata dall'epidemia di colera che ha già causato la morte di duemila persone, Veneman ha spiegato: "La situazione non è sotto controllo. In alcune comunità la malattia è ancora in via di diffusione. C'è un problema legato alle condutture di acqua e alle fognature che sono vecchie. E' necessario garantire accesso ad acqua pulita e sicura" ha aggiunto.
"L'epidemia di colera è solo la punta dell'iceberg: l'economia dello Zimbabwe sta crollando; oltre la metà della popolazione riceve aiuti alimentari, molte strutture mediche sono chiuse e anche gli insegnanti scarseggiano" ha concluso il numero uno dell'Unicef.