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Algeria, Bouteflika prenota il terzo mandato

Il presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, ha annunciato la sua candidatura «indipendente» alle prossime presidenziali di aprile. «Il popolo ha il diritto di scegliere in tutta libertà», ha detto Bouteflika, 71 anni, in corsa per il terzo mandato. 

Bouteflika che il 9 aprile concorrerà per un terzo mandato, resta il principale artefice della riconciliazione nazionale in Algeria, martoriata per più di un decennio dalle follie omicide degli integralisti islamici.
Eletto la prima volta nel 1999 e rieletto nel 2004, Bouteflika può candidarsi per un terzo mandato grazie alla revisione della Costituzione operata nel novembre scorso che ha soppresso la limitazione del numero di mandati presidenziali successivi.
Bouteflika ha fatto del ritorno alla pace nel Paese, dove più di 150.000 persone dal 1992 sono perite nelle violenze scatenate dagli integralisti islamici, il suo principale cavallo di battaglia organizzando due referendum. Il primo, sulla "Concordia civile" nel 1999, ha portato alla resa di migliaia di militanti.
Il secondo, nel 2005, ha permesso l'adozione di una "Carta per la pace e la riconciliazione", offrendo l'amnistia agli integralisti ancora alla macchia in cambio della resa.
Bouteflika ha anche lanciato dal 2000 due piani per la ripresa dell'economia – gravemente provata da un decennio di violenze – di più di 150 miliardi di dollari per modernizzare le infrastrutture di base.
Spesso criticato per la sua propensione a governare da solo, Abdelaziz Bouteflika è stato innanzitutto, per lunghi anni, un diplomatico. Dal 1963 al 1979 ha guidato la diplomazia algerina, con un talento riconosciutogli anche dai suoi avversari, e in un momento in cui l'Algeria era considerata "la Mecca dei rivoluzionari".
Nato il 2 marzo 1937 a Oujda (Marocco) in una famiglia originaria di Tlemcen (ovest dell'Algeria), Bouteflika si arruola nel 1956 nell'Esercito di liberazione nazionale contro la presenza francese in Algeria.
Dopo l'indipendenza, nel 1962, viene eletto deputato alla Costituente prima di diventare ministro della Gioventù e degli Sport sotto la presidenza di Ahmed Ben Bella (1963-1965).
Estromesso dal potere alla morte del presidente Houari Boumediene nel dicembre 1978, accusato di corruzione, nel 1981 lascia il Paese. Nel 1987, prosciolto dalle accuse, rientra dall`esilio.
Nel gennaio 1994, dopo la proclamazione dello stato d'emergenza, rifiuta la presidenza offertagli dall'esercito e allora attribuita al generale Liamine Zeroual. Nel 1998, all`apice della guerra civile, esortato da tutto l`establishment politico e militare decise infine di candidarsi alla presidenza del paese, che si aggiudicò nell`aprile 1999 in elezioni boicottate dalle opposizioni e largamente disertate dagli algerini.
Operato a fine 2005 a Parigi "di un'ulcera emorragica allo stomaco", Bouteflika un anno dopo aveva annunciato "che era stato molto malato" ma che ne era "uscito in maniera assolutamente favolosa". "Bisogna smettere di parlare della mia salute", aveva avvertito.