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Suore liberate: oggi siamo resuscitate

Si sentono "resuscitate" le due suore liberate in

Suora_rapita
Kenya dopo un sequestro durato oltre tre mesi.
"Sto bene, oggi siamo resuscitate", afferma ai microfoni del Tg1 suor Caterina Giraudo. "Non abbiamo parole per ringraziare per quello che abbiamo trovato al nostro arrivo e le persone che abbiamo incontrato a Mogadiscio alla partenza. Un'accoglienza fraterna che ci ha molto scaldato il cuore. Ne siamo proprio tanto riconoscenti". Suor Maria Teresa Olivero è più breve: "Sto bene, siamo tanto tanto felici di essere qui". Le suore liberate raccontano di aver superato il periodo di prigionia grazie alla fede, sottolineano, al contempo, di aver instaurato una "bella amicizia" con i rapitori e ringraziano il Papa e i fedeli che hanno pregato per la loro liberazione.
"Stiamo apprendendo che tantissime persone sono state unite a noi nella preghiera, nel pensiero, con l'affetto", afferma suor Caterina Giraudo ai microfoni di 'Radio vaticana'. "Noi lo pensavamo, ne eravamo sicure, però adesso lo tocchiamo con mano.

Siamo molto riconoscenti". "Abbiamo avuto paura", dice da parte sua suor Maria Teresa Oliviero. "Ma anche tanta speranza. Grazie al Santo Padre che ci è stato tanto vicino, grazie, grazie, grazie".
La fede? "Ci ha aiutato al cento per cento, se non era per la fede penso che non ce la facevamo", risponde suor Oliviero.
"Cercavo di non pensare troppo, perché il cuore scoppiava.
Cercavo di vivere serena, ma avevamo tanta angoscia, senza notizie il tempo era tanto lungo. Ci siamo fatte coraggio tra nio. Abbiamo anche instaurato una amicizia bella con questa gente che ci ha rapite". Le fa eco suor Giraudo: "I 102 giorni di prigionia sono trascorsi con tanta angoscia. Ma abbiamo soprattutto voluto impegnare nostro tempo nella preghiera, che ci ha salvate, sostenute. Così come la certezza che non eravamo sole, che Dio era con noi, e la certezza che tante persone pregavano per noi. Le persone che ci hanno recluse ci hanno trattato bene. Loro dicevano solo che volevano soldi, solo quello. Con loro parlavamo abbastanza amichevolmente".
Frattini: nessun riscatto. Per la liberazione delle due suore missionarie italiane non è stato pagato alcun riscatto nè è stato compiuto alcun blitz armato: lo ha riferito il ministro degli Esteri Franco Frattini al suo rientro a Roma al termine della missione che ieri lo ha portato in Afghanistan.