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Somalia 1, fondamentalisti minacciano nuovi attacchi a forze di pace Ua

I fondamentalisti islamici minacciano nuovi sanguinosi attacchi contro i peacekeeper africani, attualmente circa 3.500, che operano in Somalia, soprattutto a Mogadiscio.
Questo dopo la strage avvenuta ieri nella capitale somala, dove è stato attaccato un campo di soldati burundesi, causando ufficialmente, stando ai dati dell'Unione Africana (Ua) che dirige la missione di pace, 11 morti e 25 feriti, alcuni dei quali gravi.

Le vittime sono molte di più secondo gli insorti, che sul loro sito annunciono 52 morti e 34 feriti, e mostrano le foto dei due giovani kamikaze che avrebbero causato la strage, facendosi esplodere con giubbotti esplosivi. Per l'Ua, si è trattato invece di un attacco con artiglieria pesante. Nessuno parla delle vittime civili, certamente numerose.
L'attentato è un duro e non casuale 'biglietto da visita' al nuovo governo di ampia apertura varato venerdì a Gibuti, dove temporaneamente siede il Parlamento somalo, ed approvato con maggioranza bulgara sabato sera. Esecutivo che si propone di tornare al più presto a Mogadiscio (quelli precedenti, molto deboli, neanche ci si accostavano), ed ha annunciato, a margine a un consiglio dei ministri svoltosi ieri in tarda serata, l'intenzione di avviare utili processi di pace entro 100 giorni.
Il nuovo esecutivo è a sostanziale guida dei moderati islamici, e gode del pieno appoggio delle cancellerie occidentali, dell'Onu e dei Paesi arabi moderati.