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Somalia, si aggrava bilancio degli scontri a Mogadiscio: almeno 70 morti

Si aggrava il bilancio dei furiosi scontri in corso da ieri tra insorti armati islamici, peacekeepers africani che operano in Somalia e forze governative. Secondo indicazioni confermate, ma in larga misura avallate dal gruppo Elman Peace, attendibile osservatorio locale, ci sarebbero almeno una cinquantina di morti solo tra i civili, e più di una ventina tra i combattenti.

Ciò mentre gli estremisti islamici – in particolare il gruppo al Shabaab, che vuol dire gioventù in arabo, ed è considerato il braccio armato somalo di al Qaida – hanno conquistato oggi la città strategica di Huddur, circa 450 km a ovest da Mogadiscio.
Conquista importante, poiché si tratta di una località vicina ai confini etiopici, le cui truppe si sono ritirate dalla Somalia lo scorso gennaio dopo due anni, ma il cui governo potrebbe essere molto sensibile ad una ricomparsa in forze degli islamici nei pressi del suo confine.
Gli Shabaab controllano anche Baidoa, già sede del Parlamento somalo, pure non lontana dal confine etiopico, oltre che buona parte del centro e del sud del Paese.
L'ipotesi, per ora lontana, di un rientro in armi degli etiopici in Somalia rischierebbe di essere esiziale per il nuovo governo somalo, a sostanziale guida di islamici moderati.