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Gambia, accusati di stergoneria costretti a bere pozioni mortali

Amnesty International ha reso noto che lo stato africano del Gambia è stato teatro di una campagna contro la stregoneria che a portato al sequestro di centinaia di persone poi affidate a presunti sciamani.
In un rapporto pubblicato oggi, l'organizzazione per la difesa dei diritti umani afferma che, con la complicità del governo, circa mille malcapitati sono stati prelevati a forza dai loro villaggi, trascinati al cospetto di un guaritore, detenuti in luoghi segreti e costretti a ingerire bevande allucinogene.

Secondo quanto ha riferito una volontaria di Amnesty, gli sciamani entravano nei villaggi scortati da militari o da poliziotti scegliendo a caso i soggetti da sottoporre a riti magici per neutralizzare i loro presunti poteri malevoli.
L'attivista ha detto che le bevande somministrate in alcune delle vittime hanno provocato gravi problemi renali che, in almeno due casi, hanno portato alla morte.
I guaritori secondo Amnesty affermavano di agire in nome del presidente Yahya Jammeh, anche lui un cultore dell'occulto. Due anni fa il capo dello stato aveva detto di essere in grado di curare l'Aids con decotti di erbe e la lettura del Corano.
Prima dell'attuale campagna contro la stregoneria, aveva minacciato di «tagliare la testa» agli omosessuali se non avessero lasciato il suo paese.