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Madagascar, Rajoelina annulla l’accordo con Daewoo per svendere la terra

Il progetto della Corea del Sud di trasformare il Madagascar nel suo granaio è naufragato con l'insediamento ad Antananarivo del nuovo Presidente, Andry Rajoelina. Il gruppo sudcoreano Daewoo Logistics aveva negoziato con il governo del Madagascar il controllo di 1,3 milioni di ettari di terreno, pari a oltre la metà delle terre coltivabili del Paese, per la produzione di granturco e olio di palma. "Non siamo contrari all'idea di collaborare con gli investitori – ha detto Rajoelina, citato oggi dal Financial Times – ma se vogliamo vendere o affittare la nostra terra, dobbiamo modificare la costituzione, bisogna consultare la popolazione. Per questo, ora l'accordo viene cancellato".

E' stato proprio l'accordo con Daewoo a spingere in piazza, per due mesi, la popolazione insoddisfatta dall'azione di governo del Presidente Marc Ravalomanana. "E' stata la notizia che Daewoo non avrebbe pagato nulla ad accelerare la crisi politica", ha detto al Ft una fonte che ha preferito rimanere anonima.
Un funzionario della Daewoo, Richard Shin, ha comunque precisato che il gruppo sudcoreano "intende portare avanti il progetto".
L'azienda aveva inizialmente fatto sapere di voler arrivare a un accordo per affittare 1,3 milioni di ettari di terreno per 99 anni a zero spese; poi a gennaio aveva precisato che il piano riguardava 900.000 ettari di terreno con investimenti nelle infrastrutture da 2 miliardi di dollari (1,5 miliardi di euro), capaci di creare fino a 45.000 posti di lavoro. Con questo accordo, Seoul mira a ridurre la sua dipendenza dalle importazioni da Stati Uniti, Argentina e Brasile. La Corea del Sud è il quarto importatore mondiale di granturco.