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Prodi, da Cina apertura ad aiuti per peacekeeping in Africa

Nessun impegno particolare ma una generale apertura da parte del governo cinese al fondo fiduciario volontario proposto dal gruppo di lavoro presieduto da Romano Prodi che ha realizzato il rapporto sulle strategie per rafforzare le capacità dell'Ua di condurre nel continente operazioni di peacekeeping. Lo rende noto lo stesso Prodi a margine di un incontro sulla comunità di Taizé organizzato a Bologna dalla Fondazione per le scienze religiose 'Giovanni XXIII'.

Il presidente del gruppo di lavoro Onu-Unione africana ha confermato di aver incontrato, nel suo ultimo viaggio, il primo ministro cinese e il viceministro incaricato sui temi economici e di aver discusso con loro dei contenuti del rapporto che è stato discusso nei giorni scorsi dal Consiglio di sicurezza, soprattutto nei passaggi in cui si annuncia l'istituzione di un fondo mondiale al cui contributo dovranno partecipare tutti i Paesi che hanno interessi nel continente africano a cominciare dalla Cina che, a detta di Prodi, "in questo momento è l'unico paese ad avere in Africa una strategia a livello globale".
"Ho trovato una grande apertura da parte loro – spiega l'ex presidente del Consiglio italiano – ma non poteva venire un impegno perchè non è ancora stato approvato il documento. Da parte di tutti gli ambasciatori e gli uomini politici che ho incontrato c'è stata comunque un'attenzione positiva" fermo restando che per tutti "in questo momento di crisi economica è difficile trovare risorse".
Prodi poi ha ricordato di aver presentato il rapporto anche con il presidente di turno dell'Ua, il libico Gheddafi: "Siamo stati un'ora a parlare di questi temi" e anche da parte sua c'è stata "un'attenzione particolare ai temi indicati nel rapporto".