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Raid aereo in Sudan: il Governo di Karthoum accusa Israele

Un convoglio di autocarri carichi di armi presumibilmente fornite dall'Iran e destinate a Hamas nella Striscia di Gaza è stato distrutto in un misterioso raid aereo due mesi fa in Sudan, mentre Israele era impegnato nell'operazione Piombo Fuso contro Hamas. La notizia è stata diffusa dalla rete Tv americana Cbs che ne ha attribuito senza incertezze la paternità allo Stato ebraico e ha oggi ampia eco sulla stampa israeliana.Ignota finora l'identità degli attaccanti ma Israele – che non conferma e non smentisce – resta il maggiore indiziato, oltre agli Stati Uniti.

Secondo la Cbs, il convoglio colpito comprendeva 17 autocarri carichi di armi e razzi che dall'Iran, via Sudan e penisola del Sinai, dovevano essere contrabbandate all'organizzazione palestinese Hamas a Gaza. Il convoglio sarebbe stato totalmente distrutto da due aerei, sbucati all'improvviso da non si sa dove. Nell'attacco, avvenuto nei pressi di Port Sudan, sarebbero state uccise 39 persone, quasi tutti contrabbandieri.
Il ministro sudanese Mabruk Mubarak Salim, ha confermato che «un convoglio è stato bombardato a metà dello scorso gennaio nei pressi del confine del Sudan con l' Egitto» ma ha detto che si trattava di automezzi di trafficanti di esseri umani. Il ministro non ha precisato l'identità degli attaccanti. Mabruk aveva addirittura detto alla Tv Al Jazeera che nell'attacco erano stati uccisi ben 800 «africani».
Sull'attacco, silenzio delle fonti ufficiali negli Stati Uniti e in Israele. Qui un portavoce militare ha detto che non è abitudine delle forze armate replicare a questo tipo di notizie. Ma il premier Ehud Olmert ha rilasciato una dichiarazione che appare come un ammiccamento. «Israele – ha detto – agisce ovunque per colpire le infrastrutture del terrorismo, opera in località vicine e lontane e colpisce anche per accrescere la sua forza di dissuasione». «Chi deve sapere, sa – ha continuato – e non è il caso di entrare nei dettagli.
Ciascuno può fare uso della sua immaginazione».
Fonti politiche sudanesi hanno dichiarato ad agenzie di stampa occidentali che l'unico sopravvissuto all'attacco, un meccanico etiope, ha riferito che il convoglio, che si trovava in un'area desertica, è stato attaccato a volo radente per due volte da due aerei, la cui nazionalità non ha però saputo precisare.
Un'ipotesi circolata è che fossero aerei americani partiti da una base a Gibuti. Ma un'indagine della Cbs presso fonti americane a Washington sembra piuttosto indirizzare i sospetti su Israele che, del resto, non è nuovo a operazioni a largo raggio di questo tipo.
L'attacco, affermano alcuni commentatori in Israele, è un messaggio che ha per destinatario finale l'Iran, principale fornitore di armi a Hamas, tramite una rete internazionale di contrabbandieri.
Negli ultimi giorni dell'operazione Piombo Fuso, Israele e Stati Uniti hanno concluso un memorandum volto a intensificare la cooperazione contro il contrabbando di armi a Hamas. Diversi altri stati, anche con una presenza navale nel Mar Rosso, si sono pure impegnati a cooperare.
Il prossimo maggio si terrà a Ottawa un terzo incontro internazionale, dalla conclusione di Piombo Fuso, per discutere di come porre fine al contrabbando delle armi iraniane a Gaza.
È prevista la partecipazione, oltre al Canada, di Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Danimarca, Stati Uniti e Israele.

  • Stefano |

    A costo di sostenere una posizione impopolare, trovo che questa tattica (operazioni chirurgiche mirate) sia la miglior forma di contrasto al terrorismo. La violazione della sovranità di un altro paese in casi come questo la trovo ampiante giustificata.

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