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Darfur: Ban Ki-moon al vertice arabo insieme a Bashir

Per togliersi dall'imbarazzo dalla sua presenza al vertice arabo accanto al presidente sudanese Omar Bashir, ricercato per crimini di guerra dalla Cpi, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha chiesto al Sudan di annullare l'ordine di espulsione emesso all'inizio di marzo contro 13 organizzazioni umanitarie internazionali attive nella regione occidentale del Darfur.



"Sono molto preoccupato per la decisione del governo di espellere importanti organizzazioni non governative e di sospendere il lavoro di tre ong nazionali che garantiscono servizi essenziali a oltre un milione di persone", ha detto Ban nel suo intervento davanti ai leader della Lega araba riuniti a Doha. Presente anche il Presidente sudanese Omar al Bashir, che ha deciso di espellere le ong dopo la decisione della Corte penale internazionale dell'Aia (Cpi) di spiccare contro di lui un mandato di arresto per crimini di guerra e contro l'umanità commessi in Darfur.

"Nonostante gli sforzi dei ministeri sudanesi, delle agenzie dell'Onu e delle ong ancora presenti nella regione – ha aggiunto Ban – il vuoto non può essere colmato. Invito ancora una volta le autorità sudanesi a rivedere questa loro decisione". Stando all'indagine conoscitiva condotta a metà marzo in Darfur da un comitato congiunto delle Nazioni Unite e del governo sudanese, se il governo di Khartoum e le Nazioni Unite non riusciranno a colmare tale lacuna, circa 1,1 milione di persone oggi dipendenti dagli aiuti alimentari non riceveranno più le loro razioni di cibo a partire dal mese di maggio.
L'espulsione delle 13 organizzazioni e la sospensione delle altre tre ong sudanesi hanno messo fine ai programmi speciali di alimentazione destinati a migliaia di bambini affetti da grave malnutrizione e alle donne in stato di gravidanza e stanno mettendo a rischio le cure sanitarie e i ripari per centinaia di migliaia di persone. Circa 692.000 persone rischiano di non ricevere il materiale necessario per costruirsi un riparo prima della stagione delle piogge, mentre nelle prossime settimane si esaurirà il denaro a disposizione per l'acquisto dei pezzi di ricambio e del carburante usati per garantire acqua potabile a 850.000 persone.
Il Segretario generale dell'Onu ha quindi invitato i leader arabi a "superare le tensioni provocate dal mandato d'arresto della Cpi". L'intervento di Ban Ki-Moon è stato preceduto da quello del presidente siriano, Bashar Assad, e del Segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa, che hanno ribadito la loro opposizione alla decisione della Cpi, rilanciando la richiesta di sospendere il procedimento. La guerra in atto dal 2003 in Darfur ha causato almeno 300.000 morti e 2,7 milioni di profughi e sfollati.
I Paesi arabi con Bashir. Ieri Gheddafi, presidente di turno dell'Unione africana, ha definito la Cpi  "terrorista". Tutti i leader arabi sono schierati a sostegno del dittatore sudanese. «Nella bozza di documento presentata in preparazione del vertice di Doha è prevista una posizione unitaria di sostegno al presidente sudanese Omar al-Bashir». Lo ha preannunciato il segretario della Lega Araba, Amr Moussa, durante il suo intervento al vertice arabo in corso a Doha. «Chiederemo che venga annullato il mandato di cattura contro Bashir», ha detto Moussa, riferendosi al mandato d'arresto emesso di recente dalla Corte penale internazionale dell'Aja contro il presidente sudanese per crimini commessi nella regione del Darfur.