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Gheddafi divide l’Unione Africana (e anche la Lega Araba)

La presidenza di Muammar Gheddafi dell'Unione africana (Ua) è ormai causa di disagio e contrasti nel continente. Eletto alla presidenza dell'Ua lo scorso febbraio, nonostante l'opposizione di alcuni leader africani, il leader libico vuole farsi chiamare "re dei re tradizionali dell'Africa", dopo essersi fatto incoronare in Libia da alcuni capi tradizionali, e vuole lasciare la sua impronta nell'organizzazione continentale.



Il divario tra l'Ua e la sua 'Guida' si è acuito a causa della mediazione condotta in Mauritania, dove il leader libico ha di fatto approvato il colpo di Stato del 6 agosto scorso, chiedendo all'Ua di chiudere il dossier sulle sanzioni imposte alla giunta al potere. Il Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Ua ha invece confermato, il 24 marzo scorso, le sanzioni contro i leader "civili e militari" della giunta, annunciando nuove misure contro un "elenco di nomi" di persone coinvolte "entro un mese".
Secondo alcune fonti diplomatiche africane, Gheddafi ha "considerato come un affronto" questa decisione del Consiglio Ua.
"Le sanzioni possono essere applicate solo se vengono ratificate dai vertici, anche il Consiglio per la pace e la sicurezza non può prendere questa decisione senza che questa venga confermata dalla dirigenza", ha dichiarato ieri Gheddafi, contraddicendo l'Atto costitutivo dell'Ua. Il Consiglio per la pace e la sicurezza è infatti un organo sovrano, composto da 15 Stati membri eletti dai loro leader; può riunirsi a livello diplomatico, ministeriale o di capi di Stato. Anche un alto responsabile della Commissione dell'Ua ha evidenziato come quanto fatto da "Gheddafi è contro l'Atto costitutivo. Non può decidere solo perchè è presidente in carica. Ha meritato questo affronto".
"Sulla Mauritania, la decisione sulle sanzioni è stata presa al più alto livello", ha ricordato la fonte, sottolineando come la guida libica "voglia rimettere in discussione il Consiglio per la pace e la sicurezza, privandolo della sua sovranità".
Gheddafi ha replicato a tale accusa, sostenendo di "non operare e di non agire se non nel rispetto dell'Atto costitutivo e delle risoluzioni dei capi di Stato". Più positivo il giudizio espresso dal Commissario per la pace e la sicurezza dell'Ua, Ramtane Lamamra, secondo cui "questo metodo di lavoro, che consiste nel coinvolgere sempre più il vertice e gli altri organi nell'applicazione delle risoluzioni, è un dato distintivo della presidenza della Guida, che può essere portatore di valore". "In Africa, i capi di Stato svolgono il ruolo di guida per l'integrazione del continente. Dunque un presidente può sbloccare un certo numero di dossier", ha detto Lamamra.

Divisioni al vertice della Lega araba. Al vertice della Lega araba in corso a Doha, Muammar Gheddafi ha prima insultato il re saudita definendolo «un bugiardo» protetto dagli americani, poi ha avuto con lui un incontro chiarificatore per mettere fine a un gelo che dura dal 2003. «Sono sei anni che hai paura ed eviti di confrontarti con me», gli ha urlato davanti ad altri 14 leader arabi, «dici sempre bugie e sei destinato alla tomba, ormai è provato che è stata la Gran Bretagna a darvi il potere e sono gli Stati Uniti che vi proteggono».
Mentre veniva tolto l'audio della riunione ai giornalisti, l'emiro del Qatar, Sheikh Hamad bin Khalifa, ha cercato di smorzare la polemica invitando Gheddafi ad abbassare i toni e il leader libico ha obbedito, facendo un'apertura al sovrano wahabita: «Per il bene della nazione araba, considero i nostri problemi chiusi e sono pronto a venire in visita in Arabia Saudita e ad accoglierti in Libia». Gheddafi ha poi avuto un incontro con Abdullah, nel quale i libici hanno assicurato che è stata messa fine «all'incomprensione tra Libia e Arabia Saudita».
I rapporti tra i due leader erano molto tesi da quando, nel 2003, Gheddafi sferrò un duro attacco pubblico a Abdullah.
L'anno dopo la stampa saudita e Usa scrisse che il leader libico era implicato in un complotto per assassinare Abdullah, allora principe ereditario. «Sono il leader dei leader arabi, il re dei re dell'Africa e l'imam dei musulmani», ha affermato nel suo intervento Gheddafi, che oltre ad avere la presidenza dell'Unione africana è il leader arabo più longevo, essendo al potere dal 1969.