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Somalia, decine di vittime per epidemia colera

Sono «decine» le vittime di un'epidemia di colera che sta imperversando in Somalia, mentre è in atto la fuga degli operatori sanitari internazionali dal Paese in preda all'anarchia ed agli scontri armati. Lo ha reso noto la rete televisiva iraniana Press-Tv.



Secondo la fonte, almeno 20 persone sono decedute per l'epidemia nel paese del Corno d'Africa, sconvolto, da un ventennio, dall'anarchia. In particolare, tra le recenti vittime del colera figurano oltre 11 bambini nella regione di Bakool, mentre altre 8 risultano decedute nella regione di Shabelle. Si tratta di zone abbandonate dalle organizzazioni sanitarie internazionale, a causa dell'insicurezza causata dalla persistente situazione di guerra civile.
Fonti mediche riferiscono che sarebbero in tutto 111 le donne e i bambini ricoverati in ospedali del sud della Somalia, ha precisato Press-Tv.
In Somalia continuano a scontrarsi le bande rivali, con una sostanziale prevalenza sul terreno delle cosiddette «Corti islamiche», fazioni di ispirazione estremistico-religiosa.
L'insicurezza non è caratteristica esclusiva del territorio somalo. Le stesse zone di mare prospicienti le coste della Somalia e dello Yemen – una delle vie d'acqua più strategicamente importanti del mondo – sono in balia di pirati che, partendo dalla costa dell'ex colonia italiana, sequestrano con la forza il naviglio mercantile che le attraversa.
Per contrastare l'attività dei pirati – che si muovono con veloci fuoribordo – le marine militari di alcuni Paesi occidentali hanno inviato sul posto alcune unità da guerra. Ad oggi sono 17 le imbarcazioni nelle mani dei pirati e 250 i marittimi in ostaggio – tra cui 10 italiani. (