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Darfur, gli Usa spingono per cessate il fuoco e negoziati di pace

L'amministrazione Usa preme per un accordo di cessate il fuoco seguito da negoziati di pace da tenersi ad Addis Abeba tra governo sudanese e gruppi di ribelli del Darfur. Stando a quanto riferisce oggi il quotidiano arabo al Sharq al Awsat, la proposta è stata avanzata dall'inviato speciale Usa per il Sudan, Scott Gration, durante la sua visita nel Paese africano della scorsa settimana.

Il quotidiano sottolinea che se l'accordo di cessate il fuoco dovesse tenere, allora potrebbero tenersi negoziati simili a quelli che portarono all'accordo di pace tra nord e sud del Sudan, nel gennaio 2005.
L'inviato Usa avrebbe anche concordato con le autorità sudanesi le modalità per sostituire le 13 organizzazioni umanitarie internazionali espulse dal Paese lo scorso marzo, dopo il mandato di arresto spiccato dalla Corte penale internazionale dell'Aia (Cpi) contro il Presidente sudanese, Omar al Bashir, per crimini di guerra e contro l'umanità commessi in Darfur. Le autorità sudanesi hanno accettato di autorizzare le attività di nuove organizzazioni straniere, a condizioni che venga impiegato personale locale. In Darfur è in atto dal 2003 una guerra civile che ha causato almeno 300.000 morti e 2,7 milioni di profughi e sfollati.
Da parte sua, l'inviato Usa avrebbe promesso a Khartoum una graduale sospensione delle sanzioni economiche imposte al Sudan nel 1997 dall'allora Presidente Bill Clinton, e poi rafforzate dalle successive amministrazioni.