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Algeria, Bouteflika apre alla libertà di stampa

La stampa algerina saluta oggi con una dose di sorpresa le parole del presidente Abdel Aziz Bouteflika che, «per la prima volta, ha evocato il 'ruolo importante' della stampa nella battaglia contro la burocrazia». Rieletto per la terza volta il 9 aprile scorso alla presidenza della Repubblica algerina, Bouteflika nel discorso di ieri in occasione del giuramento ha parlato di «libertà di stampa» e di «apertura degli spazi pubblici a un dibattito libero e alla libera espressione», si legge sul quotidiano 'El Watan'.

Bouteflika, che ha potuto ricandidarsi a un terzo mandato solo dopo un emendamento costituzionale approvato dal parlamento il 12 dicembre scorso, ha giurato alla presenza delle più alte cariche civili e militari dello Stato, ma anche dei «capi delle grandi imprese pubbliche, del corpo diplomatico e dei direttori dei giornali», precisa il giornale. Al fianco del presidente c'erano tre dei suoi predecessori: Ahmed Ben Bella (1962-1965), Chadli Bendjedid (1979-1992) e Ali Kafi (1992-1994). All'appello mancava solo Liamine Zeroual (1994-1999), che «ha consacrato l'alternanza al potere nella Costituzione del 1996 limitando a due il numero dei mandati presidenziali», almeno «fino all'emendamento del 12 dicembre 2008», sottolinea 'El Watan'.
Durante il suo intervento, a sorpresa, Bouteflika ha introdotto il tema delle libertà, un capitolo che il presidente «non aveva affrontato durante la campagna elettorale», lanciando «una sorta di Sos ai giornali, assicurando che la 'libertà di stampa, della stampa che partecipa in maniera essenziale al progetto democratico, sarà pienamente rispettata'. Una promessa, sottolinea 'El Watan', che «suona come un'ammissione delle mancanze» in questo settore «durante i due primi mandati» di Bouteflika. Il presidente è andato anche oltre, assicurando la determinazione dello Stato ad «agire per facilitare ancor di più, e sotto tutti gli aspetti, l'esercizio e lo sviluppo della professione» giornalistica, assicurando «l'aiuto e il sostegno dello Stato alla produzione intellettuale e ai creativi».
Le parole del presidente, però, non fanno dimenticare agli algerini i molti impegni disattesi da Bouteflika nei due mandati precedenti, né la penalizzazione del delitto di stampa introdotta nel 2001. «Riuscirà Bouteflika a realizzare in cinque anni quel che non ha saputo fare in dieci anni?», si chiede 'El Watan'. La risposta, anche se parziale, arriverà con la «futura composizione del suo governo, che fornirà qualche indizio in più su quel che il presidente intende fare durante il suo nuovo mandato quinquennale», si legge.
I 20 minuti di discorso di Bouteflika, in ogni caso, difficilmente susciteranno nella folla «l'euforia del 2004». Si è trattati di un «breve» intervento, scrive 'El Watan', sottolineando che, fatta eccezione per le parole sulla libertà di stampa, il presidente ha solo illustrato «i principali cardini della sua politica futura». Bouteflika ha presentato una sorta di «road map», passando in rassegna la situazione sociale e il contesto economico e ha lasciato nel pubblico l'impressione che non sia stato detto «nulla di nuovo».