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Sudafrica, maggioranza assoluta all’Anc. Zuma presidente

L'African National Congress ha conquistato la maggioranza assoluta (oltre il 50 per cento dei voti) nelle elezioni sudafricane. Il nuovo Parlamento dovrebbe dunque eleggere Jacob Zuma come presidente del Paese africano. Che riesca o meno a raggiungere la soglia dei due terzi dei voti, nelle elezioni di mercoledì in Sudafrica l'African National Congress (Anc), con oltre il 66% dei voti, stacca di ben 50 punti percentuali il secondo partito più votato, Alleanza Democratica (Da, erede del vecchio partito liberal bianco che lottò contro l'apartheid), che ha poco più del 16 per cento.

Un dato dà la misura della portata della vittoria del partito storico della lotta all'apartheid, confermato in maniera assoluta anche nel quarto voto democratico del Paese.
Il popolo è col partito di Nelson Mandela, che seppur novantenne e molto affaticato, ha voluto comparire in pubblico nell'ultima grande manifestazione di massa dell'Anc domenica scorsa a Johannesburg.
Invece la scissione dello scorso dicembre che ha dato vita al Congresso del Popolo (Cope), rivelatosi più un movimento di capi e capetti che un partito in grado di coagulare seguito popolare e si attesta intorno al 7,5%, di fatto non ha quasi intaccato la valanga dell'Anc.
L'Anc già la notte scorsa ha cominciato a festeggiare. A Johannesburg, ballava e stappava bottiglie di champagne dinanzi a migliaia di supporter in visibilio il popolare e populista – ma anche pragmatico e capace di difficili mediazioni – leader dell'Anc, Jacob Zuma, 67 anni, che sarà incoronato prossimo presidente del Sudafrica dal Parlamento.
Secondo gli ultimi dati resi noti alle 17.55 (locali e italiane) relativi a poco più di 16 milioni di votanti su oltre 23 milioni di aventi diritto – alle urne si è recato circa il 77% degli elettori, dato non definitivo – all'Anc va il 66,26%; ad Ad, che però forse conquista la strategica Procincia del Capo Occidentale, il 16,19%; al Cope il 7,45%; all'Inkatha Freedom Party, il partito degli Zulu in netto calo che già aveva subito dure perdine nel 2004, il 4,53%. Le altre formazioni non contano.
C'è un solo punto che resta ancora incerto: se l'Anc supererà o meno i due terzi dei voti. In mattinata era al 67%, quindi al di sopra, ora leggermente al di sotto. La differenza, tutta politica, è che con i due terzi può cambiarsi da sè la Costituzione. Un'ipotesi che, peraltro, nessuno ha nemmeno adombrato, almeno finora.