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Etiopia: detenuti in siti segreti 35 presunti golpisti

Amnesty International ha chiesto al governo etiope di rendere noti i nomi e i luoghi di detenzione delle 35 persone arrestate il mese scorso con l'accusa di progettare un colpo di Stato. Amnesty ha fatto sapere che le famiglie delle persone arrestate non hanno avuto alcuna notizia dei loro congiunti.

"Alcuni potrebbero essere stati arrestati solo per legami familiari a uomini che hanno espresso la loro opposizione al governo – ha detto il vicedirettore del programma Africa di Amnesty, Michelle Kagari – dovrebbero essere rilasciati immediatamente. Gli altri dovrebbero essere incriminati per capi di accusa precisi oppure rilasciati". Lo scorso aprile, l'Etiopia ha dichiarato di aver arrestato i 35 sospetti in possesso di armi, uniformi militari, attrezzature di telecomunicazione e piani scritti che li collegherebbero al gruppo 'Maggio 15', a ricordare le contestate elezioni che si sono svolte in quella data nel 2005. Le forze di sicurezza etiopi ammisero di aver ucciso 193 civili durante gli scontri di piazza seguiti alle elezioni.
Secondo Amnesty, uno dei 35 sospetti, Geta Worku, è il cugino dell'ex leader dell'opposizione Berhanu Nega, l'uomo accusato dalle autorità etiopi di progettare un golpe. Berhanu oggi insegna economia negli Stati Uniti, all'Università Bucknell di Lewisberg, in Pennsylvania.