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Sudafrica, Zuma nomina nuovo Governo: sfida alla povertà

Il neopresidente del Sudafrica, Jacob Zuma, lancia la sfida alla povertà che a oltre 15 anni dalla fine dell'apartheid ancora opprime il Paese, e annuncia la formazione di un governo profondamente ristrutturato il cui cervello sarà una Commissione nazionale per la programmazione economica.


 

Il giorno dopo il suo insediamento, portato sull'onda di una trionfale vittoria elettorale alla guida dell'African National Congress (Anc) il 22 aprile scorso e la successiva investitura parlamentare, Zuma ha fatto i primi importanti annunci: l'organismo di pianificazione, strategico per ottimizzare la sviluppo economico, viene annesso all'ufficio di presidenza e affidato a Trevor Manuel, che con 13 anni continuativi di servizio era fino a oggi il ministro delle finanze in carica da più tempo al mondo. Il suo dicastero viene invece affidato a Pravin Gordhan. Questi, 50 anni, d'origine indiana, era dal 1999 il responsabile dell'erario, che sotto la sua gestione si è trasformato in un servizio efficiente.
Quanto al potente organismo di programmazione affidato a Manuel, Zuma ha detto che il suo scopo è di «consentire alla macchina dello stato di accelerare il miglioramento dei servizi pubblici». Questi versano in condizioni disastrose, malgrado la ricchezza e la solida economia del Sudafrica e, unite a una povertà diffusa fra la popolazione nera – il 43% della popolazione vive ancora con meno di due dollari al giorno – e le piaghe dell'Aids e della criminalità diffusa, hanno creato un senso diffuso di frustrazione nella popolazione, che è stata raccolta alle elezioni del 22 aprile dal populista Zuma, che lo ha trasformato in una sfida.