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Congo, 230mila sfollati per scontri nel Nord Kivu

La popolazione del Nord Kivu continua a fuggire dalla violenza degli scontri tra le truppe congolesi e i ribelli delle Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr). Nella sola area di Lubero il numero di sfollati ha raggiunto i 230 mila. Lo riferisce in un comunicato l'organizzazione umanitaria Medici senza frontiere.

La crisi umanitaria ha avuto inizio a gennaio, quando le forze armate governative hanno lanciato un'offensiva contro i ribelli. «Erano le 23.30 e stavamo dormendo, abbiamo sentito degli spari. Subito abbiamo pensato che si trattasse di un assalto e che stessero venendo a saccheggiare il villaggio.
Siamo rimasti nelle nostre capanne ma gli spari continuavano e così abbiamo deciso di lasciare il villaggio e spostarci verso la foresta», racconta, riferendosi a fatti avvenuti a marzo, un abitante del nord Kivu soccorso da Msf nel distretto di Lubero, dove molti altri sfollati hanno trovato rifugio.
Durante l'attacco sono state incendiate molte abitazioni.
«Alle 6.30 del mattino abbiamo visto un'enorme nube di fumo sopra il villaggio. Noi eravamo su una collina vicina e abbiamo visto le nostre capanne bruciare insieme a tutto ciò che possedevamo».
«Secondo le istituzioni locali e i rappresentanti degli sfollati, ci sono almeno 230mila persone senza casa nella regione di Lubero, dove non ci sono nemmeno campi per gli sfollati», spiega Romani Gitenet, capo missione di Msf.