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Malawi al voto per eleggere nuovo presidente

In Malawi si sono aperti i seggi oggi per eleggere il nuovo presidente. La paura della fame ha dominato la campagna elettorale. Il Malawi è uno dei Paesi più poveri del mondo dove l'agricoltura di sussistenza è ancora dipendente dal clima. Principale favorito il presidente uscente Bingu wa Mutharika, economista di 75 anni che ha detto nell'ultimo comizio:

 "Abbiamo mantenuto le nostre promesse". Abbiamo sconfitto la fame in Malawi". Dopo la carestia del 2005, che colpì cinque dei 13 milioni di abitanti del Malawi, Mutharika ha distribuito grano e concime in abbondanza, nonostante le scarse risorse pubbliche. I tre raccolti seguenti, aiutati da piogge abbondanti, sono riusciti a soddisfare le necessità di questo piccolo Paese incastrato nell'Africa australe. Una nazione grande quanto lo Stato di New York, estesa lungo il lago Malawi, al sud della faglia est-africana.
Da parte sua, il principale oppositore di Mutharika alle presidenziali, John Tembo, 77 anni, promette di estendere ulteriormente le sovvenzioni. Tuttavia, il Malawi resta alla mercè dei periodi di siccità. Soltanto il 20% delle terre coltivate è irrigato e l'80% del granoturco, prodotto alimentare di base, viene coltivato su appezzamenti di terreno troppo piccoli per favorire una produzione commerciale.
I programmi di sovvenzioni agricole rischiano oggi di scontrarsi con le difficoltà poste dal previsto rallentamento della crescita economica per il 2010, dopo il boom dell'8,2% toccato quest'anno per l'apertura di una miniera di uranio nel nord. La crescita degli ultimi anni, una delle più forti del continente africano grazie alle esportazioni di tabacco, prima risorsa del paese, ai buoni raccolti di granoturco e al rafforzamento del settore delle telecomunicazioni, risentirà infatti della crisi economica mondiale, stando a quanto previsto dal Fondo monetario internazionale (Fmi). L'aiuto internazionale finanzia oggi l'80% delle iniziative di sviluppo del Malawi. Fmi e Banca mondiale hanno elogiato gli sforzi fatti dal governo per contrastare le condizioni di estrema povertà (meno di un dollaro al giorno) in cui vive oggi circa il 40% della popolazione, contro il 54% nel 1990.
Tuttavia, i problemi politici che affliggono il Paese, per l'assenza di una maggioranza assoluta al Parlamento, complicano ogni strategia politica.

Mutharika, dato per favorito alla presidenza, si ritroverà probabilmente a guidare un governo di minoranza, a fronte di un'opposizione che riunisce due grandi formazioni alleate, il Partito del congresso del Malawi (MCP), di Tembo, e il Fronte democratico unito (UDF), dell'ex presidente Bakili Muluzi. Il Partito di Tembo può contare sul voto della regione centrale, attorno alla capitale Lilongwe, e sull'adesione del primo presidente dell'era multipartitica, Muluzi, la cui richiesta di correre per un nuovo mandato è stata respinta dalla corte. Il Fronte democratico unito di Muluzi è forte nel sud del Paese e nella grande città commerciale di Blantyre. Tuttavia, Tembo dovrà superare le riserve degli elettori per il suo passato da tenente sotto la dittatura di Kamuzu Banda, caduto nel 1994.

Tembo, 77 anni, continua a proclamare la sua innocenza, ma "nell'animo della gente, non è stato assolto", sottolinea l'analista Fidelis Kanyongolo. "Come può pretendere di avere le mani pulite? Sapeva, vedeva e approvava le violenze. Gli anni di Banda peseranno contro di lui", ha aggiunto. A differenza del Sudafrica, il Malawi ha preferito non svelare in udienze pubbliche le malefatte del passato, impedendo così un vero processo di riconciliazione, ha proseguito l'analista: "Restano molte questioni in sospeso sul ruolo di Tembo". Tuttavia, il candidato sostiene che non intende lasciare "la scena politica fino a quando non avrà compiuto la sua missione: guidare il Paese".
Temibile manovratore, Tembo è stato "ministro di Stato" sotto Banda, assumendo un ruolo molto potente di cui doveva rendere conto solo al Presidente. Il suo Partito del congresso del Malawi (Mcp) ha perso le prime elezioni multipartitiche nel 1994, vinte dal Fronte democratico unito (Udf) di Bakili Muluzi, presidente fino al 2004. "Sono cambiato", giura oggi Tembo. "Sono un democratico", afferma, promettendo di portare "un vero sviluppo socio-economico" in uno dei Paesi più poveri del mondo.