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Sudafrica, medici in piazza per salvare il settore pubblico

Centinaia di medici sudafricani hanno partecipato oggi a una manifestazione contro il declino del settore sanitario pubblico, da cui dipende l'80% della popolazione. "Siamo da troppo tempo seduti su una bomba a scoppio ritardato", ha detto il Segretario generale della confederazione sindacale Cosatu, Zwelinzima Vavi, rivolgendosi a circa 500 medici che hanno sfilato per le strade di Pretoria, prima di presentare le loro richieste al nuovo ministro della Sanità, Aaron Motsoaledi.

"Sono anni che sappiamo che i medici (del servizio pubblico) sono pagati molto male e che lavorano in condizioni deplorevoli – ha aggiunto Vavi – la crisi minaccia tutti gli ospedali pubblici". Dalla metà di aprile, i medici del servizio sanitario nazionale, a cui non è riconosciuto il diritto di sciopero, manifestano durante la loro pausa pranzo per chiedere migliori stipendi e una riorganizzazione del sistema, anche per arginare la fuga verso il settore privato. Alcuni di loro ricevono 15.000 rand al mese (1.300 euro), a fronte di giornate di lavoro da 36 ore e delle difficoltà che sono spesso chiamati ad affrontare per mancanza di letti e medicine.
Il Cosatu accusa in particolare lo Stato di non aver applicato i precedenti accordi salariali: dicendosi "profondamente desolato" per la mancata applicazione dell'accordo sugli adeguamenti salariali, il ministro ha ammesso la gravità del problema e ha promesso di "non dormire fino a quando la questione non sarà risolta".
Il Sudafrica conta 14.000 medici nel settore pubblico, per circa 40 milioni di pazienti. L'Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda otto medici per 10.000 persone. Secondo il ministero della Sanità, l'80% dei 48 milioni di Sudafricani dipende dal settore pubblico, perchè non può permettersi un'assicurazione medica privata. Uno studio indipendente ha evidenziato che i medici del settore pubblico percepiscono tra il 50 e il 75 per cento in meno dei loro colleghi che lavorano nel privato, a fronte di condizioni di lavoro molto più difficili.
Alla manifestazione, che si è tenuta in tutte le grandi città del Paese, hanno partecipato anche i medici del settore privato, tutti con il lutto a braccio per "un sistema sanitario morente".
Un'iniziativa del genere è "estremamente rara", perchè vuol dire lasciare pazienti che spesso ricorrono all'ospedale solo in caso di estrema necessità, ha sottolineato Thobile Mbengashe, direttore dell'Istituto di ricerca Health Systems Trust.