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Zimbabwe, dimezzata la produzione di oro. 5mila senza lavoro

La produzione di oro dello Zimbabwe è dimezzata nel 2008, dopo il crollo del 64,5% dell'anno precedente, confermando il declino di un settore importante per l'economia del paese.
"Nel 2008, sono stati prodotti 3.576 chilogrammi contro i 7.018 chilogrammi del 2007", si legge nel rapporto annuale della Camera delle miniere.


 "I risultati dell'industria mineraria dello Zimbabwe nel 2008 sono pietosi e deprimenti", ha ammesso il Presidente David Murangari, durante la riunione annuale dell'organizzazione ad Harare. Stando a quanto emerso nel rapporto, la principale causa del declino della produzione è da ricercare nell'esaurimento dei fondi a disposizione degli esercenti: nel 2008, la Banca centrale dello Zimbabwe, che fino all'inizio dell'anno aveva il monopolio del commercio dell'oro, ha quasi smesso di pagare i produttori.
"La maggior parte delle miniere ha lavorato in condizioni macroeconomiche estremamente difficili nei primi nove mesi dell'anno – ha detto Murangari – c'è urgente bisogno di ricapitalizzare l'industria. La recessione mondiale potrebbe avere un effetto devastante sul settore minerario". Presente alla riunione, il premier Morgan Tsvangirai ha dichiarato che il settore potrebbe essere rilanciato già nel 2010 e attirare tra i sei e i 16 miliardi di dollari (4 e 11 milioni di euro) nel periodo 2011-2018.
L'oro è stato a lungo una delle principali risorse di valuta straniera dello Zimbabwe ma soffre, come gli altri settori dell'economia, di carenza di valuta, di continui tagli alle forniture di elettricità e della fuga di dipendenti qualificati.
A novembre, cinque miniere del principale produttore di oro del paese, Metallon Gold, sono state chiuse e l'azienda ha licenziato 5.000 dipendenti.