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Clinton nel Congo martoriato dalla guerra civile

La tragedia della violenza sulle donne usata come un'arma di guerra dominerà la quarta tappa del tour africano di Hillary Clinton, giunta oggi nella Repubblica democratica del Congo, uno dei paesi del continente più martoriato da conflitti e orrori. Per due giorni la Clinton, reduce dall'Angola, visiterà il paese spingendosi da Kinshasa fino a Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu, ancora oggi teatro di violenze e scontri tra ribelli ed esercito.

«Farò forti pressioni non solo perchè sia assicurata assistenza a tutti quelli che sono stati oggetto di abusi e trattamenti inumani (…) in particolare le donne che sono diventate armi di guerra attraverso lo stupro, ma anche perchè si metta fine a questo conflitto», ha detto la Clinton ai giornalisti del suo seguito.
L'altro tema che il segretario di stato intende toccare e che è alla radice di molti conflitti locali, è il commercio di minerali di cui il paese è ricco, soprattutto quelli usati in elettronica, e che serve a finanziare i gruppi armati.
Le Nazioni Unite hanno accusato sia le forze governative, che i ribelli di atrocità, come uccisioni di massa, stupri e saccheggi. A Goma decine di migliaia di persone sono ammassate in campi profughi dove sono ancora più vulnerabili.