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Il premier kenyano Odinga: il problema dell’immigrazione si risolve solo con lo sviluppo

«Il problema dell'immigrazione si risolve creando le giuste condizioni sul posto perché la gente non fugga per la disperazione»: lo afferma il primo ministro del Kenya, Raila Odinga intervenendo al Meeting di Cl a Rimini. Odinga dice di «conoscere bene ed appreezzare» gli appelli lanciati da Benedetto XVI per l'Africa. «La gente – spiega – va via per disperazione; ma perché la gente non fugga bisogna permetterle di vivere in casa sua in condizioni accettabili».

 E riferendosi al pacchetto di aiuti promessi dal G8 all'Africa, Odinga sostiene: «Ben vengano quei 20 miliardi di dollari, ma cosa sono rispetto ai fondi che sono stati stanziati dagli Usa o dal Regno Unito, dalla Germania o dall'Italia per contrastare la crisi economica in atto? Non mi pare che siano tanto, anche se rappresentano un ottimo inizio». Da qui l'invito ai Paesi ricchi a «passare dalla teoria ai fatti». «Ora, grazie alla crescita democratica – dice – i fondi che saranno inviati in Africa non si perderanno qui e là, ma saranno usati davvero per far stare meglio la gente, così che non debba rischiare la vita per scappare».

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  • elisabetta grassia |

    La dicharazione di Odinga ribadisce uno dei principi di base della cooperazione allo sviluppo. Quest’ultima, dopo 50 anni ed una curva della poverta’ crescente, andrebbe rivavicizzata in uno spirito di aiuto ne’ partnelastico ne’ politicizzato. All’Africa non serve che venga dato di piu’, ma che venga fatto di meglio. Attribuire le cause del ‘mancato sviluppo’ ad un’insufficienza di fondi e’ un’interpretazione parziale e rischiosa, sicuramente male o poco informata. Di fatti ce ne sono a dimostrazione che la quantita’ dell’aiuto deve essere proporzionata alla qualita’. Auguriamoci che la presenza di Odinga a Rimini incentivi un dialogo piu’ informato ed obiettivo sui malesseri della cooperazione e le cause dell’immigrazione.

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