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Sudan: oggi la sentenza su donna accusata di portare i pantaloni

Riprenderà oggi a Khartoum il processo alla giornalista sudanese Loubna Ahmed al-Hussein, che potrebbe essere condannata a 40 frustate per avere indossato dei pantaloni, fatto considerato "indecente": il processo era stato rinviato ad agosto ed ha suscitato l'attenzione dell'intera comunità internazionale.

Hussein era stata arrestata a inizio luglio da un gruppo di agenti in un ristorante di Khartoum, insieme ad altre 12 donne per "una tenuta indecente": la donna indossava dei pantaloni ampi e una lunga blusa. Dieci delle donne fermate con lei sono state successivamente convocate dalla polizia e frustate dieci volte ciascuna. Loubna Ahmed al-Hussein avrebbe potuto subire una sorte simile, ma ha contestato le accuse ed ha iniziato una campagna pubblica per abolire una legge controversa che vieta a chiunque di indossare abiti "indecenti".
L'articolo 152 del Codice penale sudanese del 1991, entrato in vigore due anni dopo il colpo di Stato dell'attuale presidente Omar al Beshir, prevede una pena massima di 40 colpi di frusta per chiunque "commette un atto indecente o un atto che viola la moralità pubblica o porta abiti indecenti".
Hussein ritiene però che questo articolo violi la costituzione sudanese e lo spirito della legge islamica (sharia) in vigore nel nord del Sudan, per lo più musulmano.