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Somalia: il Ramadan non ferma gli attentati: 32 civili uccisi in 3 giorni

Il Ramadan, mese sacro dei musulmani, che è in corso, non ferma la strage degli innocenti a Mogadiscio, e più in generale in Somalia.
Almeno 32 civili uccisi, tra cui 18 donne e sette bimbi, ed un centinaio di feriti nella sola capitale tra il 5 e l'8 settembre. A renderlo noto oggi -riferiscono vari siti- è l'Elman Peace and Human Rights Organization, un osservatorio somalo attendibile ed indipendente. Vittime innocenti, dei combattimenti tra insorti islamici e forze governative appoggiate dai peacekeeper dell'Unione Africana, Ua.

L'Organizzazione accusa gli insorti (alla testa dei quali c'è il gruppo al Shabaab, ritenuto il braccio armato somalo di al Qaida), di attacchi indiscriminati, lanciati soprattutto a sera quando, essendo concluso il digiuno imposto dal Ramadam durante il giorno, la gente si ritrova a mangiare. Attacchi lanciati da zone densamente abitate, con l'obiettivo di suscitare la reazione delle truppe governative ed Ua, che sovente reagiscono sparando indiscriminatamente ad alzo zero.
Si tratta, sostiene ancora l'Elman, di uno dei Ramadan più sanguinosi riscontrati negli ultimi 20 anni in Somalia, dove il livello di scontro è ormai totale. Gli Shabaab ed i loro alleati controllano (applicando spietatamente la sharia, la legge coranica: lapidazioni, mani e braccia amputate, fustigazioni e via dicendo) buona parte del territorio, ma le forze governative e quelle dei peacekeeper africani hanno iniziato a riguadagnare terreno, forti anche del pieno appoggio politico della cancellerie occidentali e di quelle arabe moderate.