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Somalia: nove peacekeeper uccisi da kamikaze

Due potenti esplosioni hanno seminato morte e distruzione nel quartier generale delle forze della Missione dell'Unione Africana in Somalia, a sud di Mogadiscio. Tra i nove 'caschi verdi' morti, anche il numero 2 della forza di pace, mentre il comandante, il generale Nathan Mugisha, è rimasto ferito. Poco chiare le circostanze dell'attentato, ma secondo testimoni i kamikaze sono entrati nel compound usando due veicoli con le insegne delle Nazioni Unite.

L'attentato è stato rivendicato dal gruppo radicale islamico somalo Al Shebaab, vicino ad al Qaeda. Lo scorso febbraio, un altro attentato dinamitardo realizzato da due kamikaze aveva causato la morte di 11 soldati burundesi dell'Unione Africana e vari civili in un'altra base della Missione a Mogadiscio. I circa 4.500 'caschi verdì di Uganda e Burundi presenti in Somalia appoggiano il governo di transizione, guidato dal presidente, Sharif Sheikh Ahmed.
L'attentato è avvenuto tre giorni dopo il blitz in cui è stato ucciso il kenyota Ali Saleh Nabhan, uno dei leader della formazione al Shebaab, super-ricercato Fbi e accusato, nonostante la sua giovane età (28 anni) di essere tra i responsabili degli attentati del 1998 contro le ambasciate Usa in Kenya e Tanzania.