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Somalia: militanti islamici uccidono due “spie” della Cia

Due persone accusate di essere "spie della Cia, degli americani e dell'Unione africana", sono state fucilate oggi dagli shabaab, ritenuti il braccio armato somalo di al Qaida, pubblicamente in una piazza a nord di Mogadiscio; una terza persona, ritenuta colpevole di spaccio di banconote false, se l'è cavata con 20 frustate e sei mesi di prigione. Lo rendono noto fonti concordi.

Sintomi drammatici, quanto relativamente marginali, della deriva infinita del dramma della Somalia. Che appare non trovare il minimo bandolo della matassa, mentre la popolazione non sa più come sopravvivere.
Intanto sembra che le truppe governative abbiano ripreso il controllo dell'importante città di Beladwayne, nel centro del Paese, più volte passata di mano dagli insorti ai lealisti; mentre il governatore della strategica regione dell'Hiran, che per motivi etnici dovrebbe essere legata all'attuale Governo Federale di Transizione (tfg)-, dopo aver lasciato gli insorti si è riallineato a loro. Ma con il gruppo relativamente moderato, rispetto agli Shabaab, di Hizbul Islam, il partito dell'Islam.
Questi due gruppi integralisti adesso si stanno duramente confrontando per il controllo dell'area di Chisimaio, porto ed aeroporto strategico nel sud della Somalia, da molti mesi in mano agli insorti.