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Vertice America Latina-Africa: più cooperazione Sud-Sud

Non se ne è accorto nessuno in Occidente, ma ieri si è concluso il secondo vertice tra America del Sud e Africa.Il summit si è svolto all'isla Margarita, Venezuela, a casa di Chavez. E tra gli inevitabili effluvi di retorica populista chaveziana (il caudillo è arrivato a difendere Mugabe) c'è stato anche qualche piccolo segnale degno di nota. Dichiarazioni di principio su un rinnovato interesse ad accrescere la collaborazione Sud Sud. Parole a cui seguiranno contratti, appalti, forniture commerciali. Segno che cambiano gli attori geopolitici (e gli appetiti) attorno al continente nero. Non più solo i Paesi ex coloniali, i cinesi e gli americani, ma anche i paesi del Sud America, Brasile e Venezuela, tra tutti, bussano alla porta. La due giorni all'isola Margarita si è conclusa con una corposa dichiarazione finale in 95 punti, diffusa ieri. I rappresentanti dei paesi presenti hanno inteso ribadire la volontà di rafforzare la cooperazione "sud-sud", sostenere una riforma del Consiglio di sicurezza dell'Onu, aumentare il volume e la forza dello scambio commerciale tra le due regioni, condannare qualsiasi forma di terrorismo.

Per quanto riguarda l'Onu, si chiede una riforma del Consiglio di sicurezza che consenta un maggiore adattamento alla attuale realtà politica, garantendo "una maggiore partecipazione dei paesi in via di sviluppo delle regioni sudamericana e africana" con l'obiettivo di "correggere gli attuali squilibri". il documento sottolinea la volontà di impegnarsi per "mantenere la pace e la sicurezza internazionale" e di sostenere "la risoluzione pacifica delle dispute", oltre a condannare l'uso di mine antiuomo e il terrorismo "in tutte le sue forme e manifestazioni". Sul fronte economico e commerciale, la dichiarazione finale lancia un'esortazione al "rafforzamento" dei sistemi economici di entrambe le regioni, elaborando misure di "protezione finanziaria" e aumentando gli scambi commerciali; in particolare evidenzia l'opportunità di un accordo che garantisca la "sicurezza alimentare", riaffermando il ruolo dello stato nella definizione delle politiche economiche e sociali, ma anche quello delle imprese private. Dal punto di vista degli investimenti, si sottolinea l'importanza di rafforzare la "cooperazione energetica", investendo in "progetti congiunti" nel settore tecnologico, energetico e minerario.
Il presidente venezuelano hugo chavez ha proposto, a questo proposito, la creazione di due società multinazionali che coinvolgano i paesi interessati a sfruttare le ricchezze naturali presenti nel sottosuolo delle due regioni, dal punto di vista minerario e petrolifero. il documento impegna i paesi presenti alla lotta contro "fame e povertà" e a favorire programmi di scambio nel settore dell'educazione, anche attraverso la creazione di borse di studio congiunte.
Dal punto di vista strettamente politico, infine, i leader presenti in venezuela hanno espresso forte preoccupazione per la situazione in honduras, condannato l'embargo a Cuba esortando Washington a porvi fine e invitato Argentina e Gran Bretagna a riprendere il dialogo sulle isole Falkland-Malvinas.