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In Somalia è scontro tra gruppi islamici integralisti

Si delinea con sempre più chiarezza la possibilità di uno scontro armato tra i due gruppi integralisti islamici somali che combattono il Governo Federale di Transizione (Tfg), e controllano larga parte del Paese e della capitale. Un'ipotesi che potrebbe creare nuovi scenari, e rovesciare alcune alleanze che parevano inossidabili. Al centro del confronto gli Shabaab (in arabo vuol dire gioventù), maggioritari e ritenuti il braccio armato somalo di al Qaida, e Hisbul Islam (Partito dell'Islam), più moderato.
Il conflitto – dopo lunghe tensioni – ruota sul controllo di Chisimaio, porto ed aeroporto strategico del Sud della Somalia (tutta nelle mani degli integralisti) dove arrivano forniture di armi e volontari stranieri che

 sempre più numerosi si uniscono alla 'guerra santà. Area, dunque, altamente strategica sia dal punto di vista militare che economico.
Shabaab ha tentato di prendervi quasi completamente il potere, esautorando in larga misura Hisbul Islam. Che ha reagito con molta durezza, affermando di non riconoscere le nuove autorità. Ed oggi il portavoce di Shabaab, Sceikh Hassan Yàqub Ali ha affermato a Chisimaio – lo riferiscono molti siti, e lo confermano fonti somale a Nairobi – che lo scontro con gli alleati-rivali «appare ormai inevitabile». Testimonianze da Chisimaio parlano di schieramenti di truppe dei due gruppi fortemente armate, e dell'approntamento di trincee.
Ieri un alto dirigente di Shabaab aveva dichiarato di ritenere ormai che Hisbul Islam fosse di fatto una quinta colonna del Tfg, debolissimo sul territorio, ma che gode dell'appoggio totate di Occidente e Paesi arabi moderati.
Uno scontro tra gli integralisti potrebbe creare nuovi scenari, indebolendo i due gruppi, e rendendo potenzialmente realistica un'alleanza tra Hisbul Islam e Tfg, che è un obiettivo strategico delle cancellerie internazionali, e potrebbe radicalmente cambiare la situazione sul campo.