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Nigeria: migliaia di ribelli del Delta depongono le armi

Dopo i capi ribelli Akeke Tom e Farah Dagogo, anche il più importante leader della guerriglia nel Delta del Niger, Government Ekpemupolo (noto come Tompolo) ha deciso di deporre le armi. La notte scorsa, ad Abuja, ha firmato l'accordo con il presidente Umaru Yar'Adua che lo scorso 25 giugno aveva proposto ai ribelli l'amnistia incondizionata in cambio della fine degli attacchi alle installazioni petrolifere. Secondo testimoni, migliaia di uomini stanno già oggi consegnando le armi in un campo militare nei pressi della città petrolifera di Warri. Tompolo è considerato un eroe regionale ed è l'ultimo dei capi della guerriglia ad aver accettato l'offerta presidenziale.

La sua firma ha particolare importanza in quanto – secondo gli osservatori – fu proprio lui a unificare sotto un'unica sigla, Mend (Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger), le numerose fazioni che combattevano le multinazionali del petrolio e, di conseguenza, il governo centrale della Nigeria.
Negli ultimi tre anni, in seguito ai sempre più frequenti attacchi portati a segno dal Mend, la produzione di petrolio nel Paese è scesa da 2,6 a 1,7 milioni di barili al giorno.
La resa dei tre capi guerriglieri, secondo alcuni osservatori, non garantisce comunque la fine definitiva delle ostilità. Nuovi leader potrebbero trovare un seguito tra i guerriglieri che hanno consegnato le armi, se non verrà rapidamente offerto loro un lavoro. La maggior parte dei 140 milioni di abitanti della Nigeria vive con due dollari al giorno (o anche meno) e la povertà più atroce si vede proprio nei villaggi del Delta del Niger.