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Obama: occorre fermare il genocidio in Sudan

La casa Bianca è decisa a fare tutto il possibile per mettere fine il prima possibile alla tragedia umanitaria in Sudan. Il presidente Barack Obama ha annunciato questa mattina un cambio di passo nella strategia americana, chiarendo che se non ci sarà "urgentemente" uno sforzo del governo sudanese per migliorare la situazione gli Stati Uniti e la comunità internazionale saranno costretti ad "aumentare le proprie pressioni". Nei prossimi giorni intanto Obama rinnoverà le sanzioni americane nei confronti di Khartoum.



"Il Sudan potrebbe cadere ulteriormente nel caos se non venisse imboccata una nuova direzione", si legge nel comunicato della Casa Bianca che fissa i due obiettivi principali per uscire dalla crisi: mettere fine al conflitto e agli abusi subiti dalla popolazione in Darfur e rendere più efficaci gli accordi tra nord e sud per costruire una pace duratura. Una missione in cui Obama si dice pronto a fare la sua parte, a cominciare dalla lotta ai terroristi che si rifugiano nel Paese approfittando del conflitto. "Come gli Stati Uniti e i partner internazionali rispetteranno le proprie responsabilità, così il governo del Sudan deve rispettare le proprie per compiere passi concreti in una nuova direzione", scrive Obama.
La strategia è stata annunciata alla fine di una riunione tra i tre personaggi chiave nelle relazioni con Khartoum: il segretario di Stato, Hillary Clinton, l'inviato speciale per il Sudan, Scott Gration, e l'ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Susan Rice, una delle più strenue attiviste negli anni passati per sensibilizzare il governo americano sul genocidio iniziato nel 2003.