Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Sudan: Bashir dà il via alla campagna elettorale. Ancora scontri nel Sud

 

Ecco le ultime notizie dal Sudan dalla newsletter Campagna Sudan (rb)
A
ll'inizio di ottobre, di fronte al Parlamento, il presidente sudanese Omar el Bashir ha ricordato ancora una volta la delicatezza e i rischi dell'appuntamento elettorale: «Il nostro desiderio è quello di avere elezioni generali senza violenza. Invito tutte le parti al dialogo al fine di creare un clima positivo in vista delle consultazioni». Le elezioni generali previste per aprile 2010 saranno le prime libere dal golpe di stato del 1989 che ha consegnato il potere all'ora generale Bashir e le prime dopo il trattato di pace tra National Congress (per il Nord) e Splm (per il Sud) che ha chiuso una guerra civile durata oltre vent'anni. La campagna elettorale è ormai iniziata.

Il Movimento di liberazione popolare del Sudan (Splm), che dopo l'accordo di pace del gennaio 2005 governa il Sudan insieme al National Congress, insieme a molti altri partiti dell'opposizione, ha minacciato il boicottaggio del voto, chiedendo alcune riforme a garanzia delle libertà fondamentali. Il 12 ottobre i vertici dell'Splm hanno ribadito quello che appare come un ultimatum: se entro il 30 novembre il Parlamento non approverà le nuove leggi, in particolare sulla riforma dei servizi segreti, l'Splm in segno di protesta inizierà ad astenersi dai successivi lavori del Parlamento; inoltre minaccia di boicottare anche le elezioni. Il 14 ottobre l'Splm ha firmato, insieme ad altri 27 partiti dell'opposizione, la dichiarazione scaturita dall'assemblea svoltasi a Juba a fine settembre per chiedere una transizione democratica verso le elezioni. Alla firma del documento, presentato a Khartoum, erano presenti fra gli altri Sadiq Al-Mahdi, leader del partito Umma e primo ministro del Sudan prima del colpo di stato di Bashir nel 1989; Hassan el Turabi, leader del partito Popular Congress, ex alleato del presidente Bashir; e Riek Machar, vicepresidente del governo del Sud Sudan. Alcuni osservatori indicano in questa firma il preludio  di una possibile alleanza contro il Ncp in vista delle elezioni. Splm e Umma hanno già compiuto un passo in questa direzione Scontri tribali: almeno 43 morti nel Sud Sudan Non si placano gli scontri in sud Sudan: nella prima settimana di ottobre, nello stato di Equatoria, combattimenti tra comunità mundari e dinka bor hanno causato almeno 43 vittime; una ventina di villaggi sono stati bruciati; migliaia di persone sarebbero fuggite in cerca di protezione. L'intervento dei soldati del governo sudsudanese non ha riportato la calma; anzi, anche i soldati sono stati attaccati e cinque militari sono stati uccisi. Le cause dei combattimenti non sono state chiarite, anche se i contrasti tra agricoltori e pastori sono un problema note e di lunga durata nella regione. In questo caso, però, sarebbero state prese di mira le infrastrutture, cosa che non avviene, generalmente, nei conflitti per le risorse. Ormai quello degli scoppi di violenza tra gruppi etnici rivali si è trasformato in un problema in grado di mettere in pericolo non solo il Sud Sudan, ma anche l'intero Sudan, soprattutto in attesa del referendum previsto per il 2011 in cui il Sud dovrà decidere l'eventuale indipendenza.