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Onu: la missione dei caschi blu in Congo (la più costosa) è stata un fallimento

I risultati della missione dei Caschi Blu nella Repubblica Democratica del Congo sono fallimentari. È quanto si legge in un rapporto presentato da una missione di esperti dell'Onu svolta sul territorio, e presentata all'inizio di novembre al Palazzo di Vetro. Che non lo ha reso pubblico; ma di cui ampi, dirompenti, stralci sono ormai noti oggi. I Caschi blu della Monuc sono stati accusati di aver ucciso in diverse occasioni durante incursioni nei villaggi gruppi di civili: sono odiati per questo dalla gente e quando passa un camion dell'Onu, anche se trasporta viveri, viene preso a pietrate. I militari Onu sono stati anche coinvolti in passato in inchieste su traffici di armi, stupri e corruzione. 

La missione inoltre – la più imponente del mondo, forte di circa 25.000 uomini – non è riuscita a bloccare la deriva anarchica della ricchissima regione dell'Est del Congo (Nord e Sud Kivu), di fatto sotto il controllo delle truppe ribelli di hutu ruandesi, i cui capi si erano rifugiati in quella zona dopo il genocidio del '94.
Il gruppo, (Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda) non solo non è stato sbaragliato, ma ha esteso, con spietate violenze sui civili, il suo controllo nel Kivu e sul commercio dei suoi ricchissimi prodotti naturali, spesso d'intesa con le truppe regolari di Kinshasa, che dovrebbero combatterli. Secondo il rapporto, i ribelli godono anche del sostegno di una rete internazionale di finanziamenti e appoggi.