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Sahara occidentale: continua lo sciopero della fame di Haminetu Haidar in aeroporto

È determinata a proseguire con lo sciopero della fame finchè non le sarà concesso di tornare in Marocco Haminetu Haidar, l'attivista del Sahara occidentale in digiuno da 22 giorni nelle Canarie, dove si trova dopo essere stata espulsa dalle autorità marocchine.



«Continuerò finchè non si arriverà a una soluzione. Se morirò, il governo spagnolo se ne dovrà assumere le conseguenze giuridiche e morali», ha dichiarato dall'aeroporto di Lanzarote (Canarie) Haidar, che ha 43 anni, accusando Madrid di «fare pressioni» perchè rinunci alla sua battaglia per rientrare in Marocco e accetti invece la nazionalità spagnola.
Il governo spagnolo ha intanto affermato oggi, con un comunicato del ministero degli Esteri, di «lavorare intensamente per trovare una soluzione».
Dopo aver sollecitato la «collaborazione» del segretario dell'Onu Ban Ki Moon, Madrid ha informato il Fronte Polisario (movimento secessionista del Sahara occidentale, ex colonia spagnola annessa al Marocco) delle sue iniziative per risolvere il caso. Iniziative che finora non hanno convinto l'attivista saharoui.
Venerdì scorso Haidar aveva momentaneamente sospeso lo sciopero della fame dopo che il governo spagnolo aveva assicurato che si era raggiunto un accordo con le autorità marocchine per il suo ritorno in patria a bordo di un aereo- ambulanza. Ma all'ultimo minuto Rabat non aveva concesso l'autorizzazione al decollo dell'aereo dalle Canarie. E l'attivista saharoui ha da allora ripreso il digiuno volontario.
Le sue condizioni di salute, secondo i medici, vanno rapidamente peggiorando. (