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Avorio. Appello di venti paesi per fermare massacro degli elefanti

Difendere e mantenere il divieto internazionale sul
commercio dell'avorio per fermare il massacro degli elefanti in Africa.
È l'appello che i delegati di una ventina di Pesi africani – tra cui il
ministro delle questioni ambientali del governo del Kenya,
Noah Weseka, vicepresidente della Coalizione per l'elefante africano –
lanciano alla Commissione Ue, al Parlamento europeo e tutti gli Stati
della Ue. Puntando il dito contro la Cina e il Giappone che continuano
ad importare avorio incoraggiando la caccia.

La Coalizione si riunirà la prossima settimana a
Bruxelles, proprio per sensibilizzare le istituzioni e gli Stati della
Ue sull'emergenza che riguarda uno degli animali simbolo del continente
africano. «Terremo una riunione speciale a Bruxelles – spiegano i
responsabili della Coalizione – per chiedere all'Europa di non
sostenere tutti quei Paesi che vorrebbero far ripartire il commercio
dell'avorio dando di nuovo il via libera a una caccia che provocherà
una decimazione degli elefanti in molte parti dell'Africa».

La Convenzione sul commercio internazionale delle
specie animali e vegetali in via di estinzione ha vietato il commercio
internazionale dell'avorio nel 1989 e nel 1997 ha autorizzato la
vendita solo di partite molto limitate di avorio grezzo, proveniente da
elefanti deceduti naturalmente o da scorte governative. Nel 2007 sono
state autorizzate quattro vendite all'asta in Sudafrica, Botswana,
Namibia e Zimbawe attraverso le quali sono state vendute 102 tonnellate
d'avorio, per un valore di 15 milioni di dollari. Fondi da utilizzare
esclusivamente per migliorare la salvaguardia degli elefanti e
realizzare programmi di sviluppo per le comunità che vivono in quelle
aree.