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Egitto: chiesta pena di morte a processo per mancati attentati cellula islamica

La pena di morte è stata
chiesta oggi dalla pubblica accusa per sei dei 26 imputati in un
processo per terrorismo relativo ad alcuni mancati attentati che
sarebbero stati pianificati in Egitto da una cellula legata al movimento dei Fratelli musulmani, che si ritiene collegata al movimento libanese Hezbollah, appoggiato dall'Iran.

Secondo il rappresentante dell'accusa, Amr Farouk, uno
stato straniero sarebbe stato coinvolto in quei piani. «Questi attacchi
erano pianificati da rappresentanti di questo paese straniero – ha
detto ai giudici della Corte per la sicurezza dello Stato, un tribunale
della legislazione d'emergenza – che vuole estendere la sua influenza
nel mondo arabo e musulmano. E Hezbollah non è altro che uno
strumento».
Secondo quanto riferito da una fonte giudiziaria, i sei
per i quali è stata chiesta la pena capitale sono accusati di
terrorismo e reati collegati con lo spionaggio. Altre accuse nei
confronti degli imputati sono passaggio di informazioni ad
un'organizzazione straniera, possesso di esplosivi e organizzazione di
attentati, che avrebbero dovuto colpire obiettivi turistici e navi nel
Canale di Suez.

Fra i 26 vi sono due libanesi, cinque palestinesi ed un
sudanese, mentre gli altri sono egiziani. I due libanesi sono Mohamed
Qublan (in contumacia come altri tre imputati) e Sami Chebab, anche
noto come Mohamed Youssef Mansour Ahmed. In aprile, il leader di
Hezbollah Nasrallah aveva detto che Chebab era un membro del gruppo ma
si trovava in Egitto per fornire armi alla resistenza palestinese. Il processo riprenderà il 20 febbraio.